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L’esperto di conflitti: «La Finlandia ha fermato Stalin, l’Ucraina può fermare Putin»

Gustav Gressel dello European Council on Foreign Relations: Helsinki dovette cedere il 10% del suo territorio a Stalin ma riuscì a resistere all’invasione

Gustav Gressel è l’esperto di conflitti e di armi nucleari dello European Council on Foreign Relations ed uno dei massimi conoscitori dell’ex-Urss e dell’Europa orientale. In un’intervista rilasciata oggi a Repubblica parla della guerra in Ucraina e delle affinità storiche con la “guerra d’inverno” che tra 1939 e 1940 vide la Russia nei panni dell’aggressore e la Finlandia a difendersi. Helsinki dovette cedere il 10% del suo territorio a Stalin ma riuscì a resistere all’invasione. Adottò così la neutralità con la dottrina della “finlandizzazione” e, senza entrare nella Nato, è attualmente membro dell’Unione Europea. «I russi non hanno ancora circondato completamente Kiev e finché non lo fanno non possono assediarla», esordisce Gressel. Riusciranno a conquistarla se insistono, «ma sarà una faccenda molto sanguinosa e ci vorranno settimane di combattimenti. E un conto è conquistare la città, un altro controllarla». C’è in effetti la possibilità che Putin dopo Kiev decida di negoziare, «ma l’Ucraina è grande e non gli basta prendere Kiev per piegarla.


Putin pensa che se prende la capitale e installa un governo fantoccio, il resto del Paese si arrenderà. Ma se cade Kiev, non vuol dire che si arrenderà Leopoli. L’Ucraina è diversa dalla Russia, non è governata da un uomo solo come fa lui a Mosca». Adesso l’Occidente «può rendere l’invasione più costosa possibile per la Russia, con le sanzioni, isolandola in ogni contesto internazionale e fornendo assistenza militare all’Ucraina». Prendendo un esempio storico: «Ci è riuscita la Finlandia contro Stalin nel 1939-‘40, al prezzo di perdere la Carelia e della finlandizzazione: Stalin sapeva che se avesse continuato a premere avrebbe vinto la Guerra d’Inverno e conquistato tutta la Finlandia, ma quando si è accorto che il prezzo era troppo alto, che stava subendo troppe perdite e il conflitto sarebbe stato costoso, si è ritirato. Lo stesso può fare l’Ucraina con Putin: perderà una parte del territorio, ci sarà uno stato di conflittualità permanente ai confini, ma continuerà ad avere il proprio governo, non un burattino messo da Mosca, e manterrà l’indipendenza. Non è detto, ma può farcela».


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