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Dal Cristo di Leopoli ai quadri nei musei: l’Ucraina mette in salvo le sue opere dalle bombe – Le foto

Da quelle portate nei bunker alle statue “impacchettate”, fino ai dipinti portati via dal Museo nazionale. Ecco come gli ucraini stanno proteggendo il loro patrimonio artistico e architettonico

Il Cristo Salvatore della cattedrale armena di Leopoli è stato portato al sicuro all’interno di un bunker. La popolazione ucraina, nonostante sia assediata da giorni dai russi, non si è dimenticata delle opere d’arte del Paese che, in questi giorni, sono state messe al sicuro per evitare che l’esercito guidato da Putin spazzi via anche il loro patrimonio artistico e architettonico. A deciderlo sono state le autorità comunali secondo cui non si faceva un’operazione così massiccia dalla seconda guerra mondiale. Come si vede da alcune foto pubblicate su Twitter, tra l’altro, sono diverse le statue “impacchettate” nel Paese.


In alcuni casi sono state utilizzate anche delle protezioni in legno, come si vede in questa foto scattata davanti alla Chiesa di Sant’Antonio a Leopoli.


Questa, invece, l’evacuazione di un’altra opera d’arte dal Museo nazionale Andrey Sheptytsky a Leopoli. «Oggi vedi i muri vuoti, è amaro, triste. Non credevamo che ciò potesse accadere», ha detto venerdì scorso il direttore generale del museo Ihor Kozhan ad AP. «Questa è la nostra vita», ha aggiunto Anna Naurobska, a capo del dipartimento dei manoscritti e dei libri rari, che al momento non sa dove conservare in modo sicuro la collezione di oltre 12.000 articoli. Il museo è chiuso dal 24 febbraio.

Foto in copertina da TWITTER/ANSA

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