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Perché l’Italia è stata inserita dal governo russo nella lista dei Paesi e territori ostili

Il documento è stato reso noto e pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale russa Tass

Il Governo russo ha approvato una “black list” dei «Paesi e territori ostili alla Russia». Non solo semplicemente “ostili”, ma che abbiano di fatto commesso azioni contro Mosca, le sue aziende e i suoi cittadini. Tra questi troviamo tutti gli Stati membri dell’Unione europea, ma anche la Svizzera, San Marino (in passato protagonista del vaccino anti Covid Sputnik), ritenuti colpevoli di aver aderito alle sanzioni contro la Russia a seguito della cosiddetta «operazione militare speciale in Ucraina», un modo per evitare di chiamarla con il proprio nome e finire in carcere: l’invasione dell’Ucraina.


Il documento è stato reso noto e pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale russa, Tass, riportando l’elenco completo e una breve spiegazione del perché viene incluso anche Taiwan:


L’elenco comprende Stati Uniti e Canada, gli Stati membri dell’Unione europea, Regno Unito (inclusi Jersey, Anguilla, Isole Vergini britanniche, Gibilterra), Ucraina, Montenegro, Svizzera, Albania, Andorra, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, San Marino, Nord Macedonia, ma anche Giappone, Corea del Sud, Australia, Micronesia, Nuova Zelanda, Singapore e Taiwan (territorio della Cina, ma governato dalla propria amministrazione fin dal 1949).

Non sarebbe la prima volta che dalla Russia viene stilata una “black list” dei Paesi ritenuti ostili. Nell’aprile del 2021 la televisione di Stato ne presentava un’altra, molto più corta, dove trovavamo soltanto Stati Uniti, Lituania, Lettonia, Estonia, Georgia, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e il Regno Unito.

La lista non è soltanto politica, ma anche funzionale a Mosca per intervenire su tutte quelle realtà, istituzionali e private, che hanno obbligazioni in valuta estera nei confronti di creditori appartenenti ai Paesi presenti nell’elenco. Il debitore, secondo quanto riporta Tass, potrebbe richiedere a una banca russa di creare un conto speciale a nome di un creditore estero, pagando in rubli e al tasso di cambio corrente.

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