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Tank rotti o senza benzina e prigionieri di guerra in lacrime: così Putin distrugge il mito dell’esercito russo

Anna Zafesova su La Stampa racconta “l’Armata Rotta” dello Zar: «Un disastro logistico che fa cadere un mito»

I prigionieri che chiamano a casa i genitori in lacrime, i trattori dei contadini ucraini che trainano carri armati, i blindati a secco di carburante. Anna Zafesova su La Stampa oggi mette in fila tutti i fallimenti dell’esercito russo in Ucraina. Documentati dal nemico, e quindi può trattarsi anche di propaganda. Ma l’analista militare Stijn Mitzer dice che in totale sono 1100 i mezzi russi abbattuti, catturati dagli ucraini o abbandonati nelle foreste: carri, camion, cannoni, e perfino aerei ed elicotteri. Ieri un’intera colonna è caduta in mano agli ucraini, munizioni comprese. Poi c’è la colonna di blindati lunga 60 km: «Alcuni veicoli sono scesi dalla strada per ripararsi tra gli alberi, ma non per avanzare, per nascondersi mentre gli ucraini continuano a bersagliarli», ha detto un esperto militare americano alla NBC.


«Nessuno stratega militare avrebbe mai permesso a un distaccamento così grande di affidarsi a una sola strada, circondata da campi troppo soffici per permettere ai blindati di scendere», sostiene invece sul Telegraph il tenente-generale britannico Ben Hodges. Zafesova spiega che le strade ucraine non sono abbastanza larghe da far passare i tank, e l’idea di attaccare su tre fronti ha finito per intasarle, bloccando così anche il trasporto di rifornimenti alle avanguardie: «Un disastro logistico, una pianificazione che poteva andare bene solo nel caso di una operazione lampo, con Kiev che cadeva in pochi giorni», commenta Hodges. L’idea è che Putin stia facendo combattere una guerra da Novecento. «E il mito della ex Armata Rossa sta cedendo all’immagine dì una armata rotta, i cui soldati saccheggiano supermercati e si perdono nei boschi», conclude.


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