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Il generale Battisti: «Minibombe radioattive: vi spiego quali armi nucleari Putin può usare in Ucraina»

Il presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano: «Pericoli anche dalle armi chimiche e biologiche»

Il generale Giorgio Battisti è il presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano. In un’intervista rilasciata oggi a Il Messaggero spiega che tipo di ordigni nucleari tattici potrebbe usare la Russia nella guerra in Ucraina. Battisti parte dal presunto “stallo” nell’avanzata di Mosca: «Putin ha inviato nel paese un numero inferiore di uomini rispetto al necessario, perché la capacità di resistenza degli ucraini è stata superiore alle aspettative». La verità, secondo il generale, è che Putin sta combattendo per ottenere il controllo delle città. Kiev è circondata, mentre Mariupol è ormai il fulcro della guerra: «Serve tatticamente per creare un corridoio continuo con la Crimea e i territori del Donbass. Ma per averla i russi devono compiere lo sforzo necessario per annientare il battaglione Azov».


E qui Putin potrebbe usare ordigni nucleari tattici: «Si tratta di bombe nucleari di scarsa potenza lanciate da un cannone, emettono il fungo e la ricaduta radioattiva ma i loro effetti sono limitati all’area in cui cadono, formando un cratere da 250 a 500 metri. Secondo l’ultimo rapporto degli Usa sul Nuclear Posture Reviews i russi potrebbero ricorrere al nucleare per de-escalare ossia indirizzare le forze del conflitto a loro favore». Ma c’è anche un pericolo armi chimiche: «Per il governo russo e britannico i russi le userebbero ancora, lo avrebbero fatto su alcuni personaggi dei servizi usando il Novichok, un aggressivo gas nervino della quarta generazione. C’è poi anche l’arma biologica: incolore, insapore, che emerge dopo giorni dall’uso e si diffonde in tutto il mondo. Se ciò accadesse sarebbe sufficiente per cancellare qualsiasi accordo e la speranza di civiltà».


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