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Anche i poliziotti No Vax potranno tornare in servizio: fino al 30 aprile basterà il Green Pass base

L’obbligo vaccinale rimane, ma chi si oppone dovrà pagare una multa e non sarà più sospeso dal lavoro

I poliziotti non vaccinati potranno tornare a lavoro. Dopo i professori No Vax, dal 1° aprile riammessi nelle scuole grazie al Decreto-Legge 24 marzo 2022, n. 24, è il turno dei membri del personale di Polizia che avevano deciso di sottrarsi all’obbligo vaccinale. Lo precisa una circolare del capo della Polizia Lamberto Giannini: fino al 30 aprile, basterà esibire la versione base del Green Pass, ottenibile mediante vaccinazione, guarigione o test. Anche se l’obbligo vaccinale resta per i poliziotti fino al 15 giugno, dunque, cambiano le conseguenze in caso di inadempimento: non è più possibile applicare la sospensione dell’attività lavorativa a chi rifiuta il vaccino, ma solamente una «sanzione amministrativa pecuniaria» irrogata dal Ministero della Salute per tramite dell’Agenzia delle entrate.


I precedenti

L’introduzione dell’obbligo vaccinale dello scorso 15 dicembre aveva scatenato forti reazioni nel personale delle forze dell’ordine: Domenico Pianese, segretario generale del Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia (Coisp), aveva stimato almeno un migliaio di persone della Polizia di Stato – pari all’1% – contrarie al vaccino, annunciando ricorsi al Tar contro la sospensione dello stipendio prevista per gli inadempienti. Di alcuni di loro avevamo sentito parlare negli ultimi mesi: dalla polemica per l’esclusione dalle mense dei poliziotti sprovvisti di Green Pass, sollevata da Mario De Marco, agente della Polizia ferroviaria di Gorizia e coordinatore provinciale del sindacato Lo Scudo, all’accusa rivolta a un poliziotto e ad un militare della Guardia di Finanza a Bologna che avrebbero causato disservizi negli hub dove si erano presentati per farsi vaccinare. Fino alla triste notizia del decesso di un agente di polizia veneziano, Candido Avezzù, morto il 29 agosto scorso a causa delle complicazioni derivate dal Covid-19. Avezzù aveva deciso di vaccinarsi: secondo il fratello, lo aveva fatto dietro consiglio dei suoi medici, mentre l’ex compagna ha raccontato che «non aveva ritenuto che fosse il caso di vaccinarsi e non si fidava del vaccino in quel momento, voleva aspettare per capire meglio».


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