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«Una donna stuprata e uccisa davanti al figlio di sei anni»: la storia pubblicata e poi rimossa da Kiev

Il tweet è stato pubblicato nel primo pomeriggio del 30 marzo sull’account ufficiale del Ministero della Difesa. Ora non è più visibile

La notizia ha fatto in tempo ad essere condivisa dalle testate di tutto il mondo che stanno seguendo in diretta quello il conflitto in Ucraina. A Mariupol una donna sarebbe stata stuprata per sei giorni da un gruppo di soldati russi e poi lasciata morire davanti al figlio di sei anni. La storia è stata pubblicata dal profilo Twitter ufficiale del Ministero della Difesa ucraino. A riportarlo sono diverse testate, sia locali come Socportal che internazionali, come la statunitense Cnbc. In tutte però il tweet con cui Kiev aveva diffuso la storia non risulta più visibile e non è più possibile trovare nemmeno nel profilo ufficiale del ministero.


Nessuna spiegazione

Al momento non compare nessuna spiegazione sul perché sia stato cancellato anche se il portale Socportal ha tenuto uno screenshot del testo in cui viene raccontata la storia. Qui si può leggere anche il commento di Kiev: «La donna è morta a causa di tutte le ferite riportate. I capelli del suo bambino sono diventati grigi. Questo non è un film horror. Stupro, vioenza , omicidio: questo è quello che rappresenta il “mondo russo”». Il tweet si può trovare solo negli archivi che conservano anche le pagine web cancellate, qui vi lasciamo il testo che è si può rivedere su Archive.today.


I casi di stupro in Ucraina

Non è chiaro perché il tweet sia stato cancellato. L’ipotesi più probabile è che a seguito di una verifica il racconto pubblicato dal ministero della Difesa sia risultato falso, in parte o del tutto. Al netto del passo indietro di Kiev, nelle ultime settimane sono state diverse i racconti di stupri organizzati dalle truppe russe che sono stati diffusi direttamente dalle vittime. L’ultimo è arrivato dalla testata britannica The Times che ha intervistato Natalya, una donna di 33 anni originaria dell’area di Kiev. È stata lei a raccontare che il 9 marzo un gruppo di soldati russi ha ucciso il cane di famiglia nel giardino della casa in cui viveva con il figlio e il marito.

La sera dello stesso giorno gli stessi soldati sono tornati nella sua abitazione e hanno ucciso anche il marito. A questo punto hanno cominciato a stuprarla: «Hanno detto “faresti meglio a tacere o prendo tuo figlio e gli mostro il cervello di sua madre sparso per casa”». Anche la parlamentare ucraina Lesia Vasylenko ha riportato diversi casi di stupro in Ucraina, sempre da parte di truppe russe. Vasylenko ne ha parlato con il The Guardian: «Abbiamo notizie di donne violentate in gruppo dai soldati russi. Queste donne sono di solito quelle che non sono in grado di uscire. Stiamo parlando di anziane. La maggior parte di queste donne è stata uccisa dopo lo stupro. In alcuni casi invece sono state loro stesse a suicidarsi».

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