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Il ministro Cingolani: «I razionamenti del gas? Oggi no, ma un tetto ai prezzi è necessario»

Tre rigassificatori per sostituire in parte la dipendenza da Mosca. E niente allarmi nel futuro prossimo

«Stiamo comprando gas per riempire le nostre riserve, gli stoccaggi sono buoni e si va verso la stagione più calda. Per arrivare a razionamenti la situazione dovrebbe precipitare»: il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera cerca di rassicurare gli italiani sulla situazione dell’energia con la guerra in Russia e Ucraina. Il governo è impegnato nel tentativo di sostituire il gas dalla Russia, che oggi ammonta al 40% del nostro fabbisogno totale: «Noi abbiamo tre rigassificatori, alcuni lavorano a metà della loro capacità, quindi possono produrre più gas. Stiamo trattando per acquistarne altri due galleggianti. Per avere un’idea, solo loro possono fornirci 10 miliardi di metri cubi all’anno a fronte di un consumo totale del Paese di oltre 70 miliardi di metri cubi. Possiamo inoltre aumentare leggermente il prelievo di gas dai nostri giacimenti esistenti per ulteriori 2 miliardi di metri cubi».


Ma, spiega Cingolani nel colloquio con Daniele Manca, il punto è il prezzo del gas: «Lo stiamo scoprendo in questi mesi a nostre spese. Lo scorso autunno, non l’altro ieri, il nostro Paese ha proposto acquisti comuni e stoccaggi comuni all’Europa per arginare la corsa dei prezzi. Con la guerra e le speculazioni la situazione è peggiorata e quindi abbiamo proposto poi un price cap europeo, un meccanismo di compensazione per attutire gli effetti del caro energia e della speculazione su imprese e famiglie». Oggi l’Italia è al centro delle strategie europee: «Forse ne siamo poco consapevoli, ma di questo si sta discutendo in Europa dove non siamo più il problema ma offriamo soluzioni. Dobbiamo ragionare sull’oggi per affrontare la crisi legata ai prezzi e alla guerra ma con lo sguardo sul lungo periodo».


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