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«I tuoi leader sono già fuggiti dalla capitale»: i bot russi spingono i militari ucraini alla diserzione

La strumentazione usata per creare questi messaggi è stata ritrovata in un appartamento nella regione ucraina di Dnipropetrovsk

Oltre alle truppe disposte sul campo, la Russia ha deciso di combattere questa guerra anche con schiere di bot che lavorano sulle piattaforme. Le prime apparizioni di questo esercito di account falsi sono state documentate da ProPublica l’11 marzo. Qui i giornalisti Craig Silverman e Jeff Kao hanno pubblicato un’inchiesta dal titolo Infamous Russian Troll Farm Appears to Be Source of Anti-Ukraine Propaganda in cui documentavano come una teoria del complotto aveva cominciato a diffondersi sui social grazie a una rete di account guidati dal Cremlino. Ora si è aperto un nuovo capitolo. Come riporta il Servizio di sicurezza ucraino (Ssu), una nuova serie di bot ha mandato oltre 5 mila messaggi diretti a militari e polizia ucraini con un messaggio che invitava alla ribellione contro l’esecutivo guidato da Volodymyr Zelensky: «L’esito degli eventi è già deciso! Sii prudente e rifiuta di sostenere il nazionalismo e i leader del Paese che si sono screditati e sono già fuggiti dalla capitale!!!».


Il Servizio di sicurezza ucraino ha comunicato di aver trovato e sequestrato tutta l’attrezzatura con cui sono stati creati i bot che hanno condotto l’attacco: «La bot farm è stata scoperta e neutralizzata dagli specialisti informatici della SSU. Il nemico è riuscito a inviare circa 5.000 messaggi attraverso questo canale. È interessante notare che tutta l’attrezzatura si trovava nella regione di Dnipropetrovsk ed era controllata a distanza dalla Russia». La regione di Dnipropetrovsk si trova nella parte meridionale dell’Ucraina: è vicina a territori contesi del Donbass ma non ne fa parte. Il proprietario della casa in cui è stato trovato tutto il materiale ha dichiarato di non essere a conoscenza della strategia russa: «Il proprietario dell’appartamento ammette di non avere idea di avere un ruolo nella “operazione speciale” del nemico».


SSU | Uno dei messaggi arrivati ai soldati ucraini

L’azione specchio di Anonymous

L’attacco che il Servizio di sicurezza ucraino attribuisce al Cremlino sembra essere lo specchio di quello condotto da Anonymous nelle scorse settimane. Per bucare il muro alzato dalla propaganda, il collettivo di hacker ha lanciato una serie di portali che permettono di inviare sms e mail a numeri e indirizzi localizzati in Russia. Anonymous ha chiesto ai suoi follower di mandare testi con scritto quello che sta succedendo nella guerra in Ucraina. La campagna ha avuto un discreto seguito: solo nella prima settimana sono stati mandati 7 milioni di sms.

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