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Iss, Rezza: «Leggera inversione di tendenza, ma il virus circola ancora veloce». 11 Regioni a rischio moderato

Resta alto l’indice Rt che secondo il direttore della Prevenzione del ministero della Salute deve spingere a mantenere comportamenti prudenti e concludere la vaccinazione

I dati degli ultimi sette giorni indicano: «una leggera inversione di tendenza», ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, che ha ribadito la necessità di mantenere un comportamento prudente nelle interazioni sociali, oltre che il completamento del ciclo vaccinale, visto che resta ancora alta la: «velocità di circolazione virale». Il bilancio settimanale della pandemia di Covid indica il calo lieve del tasso di incidenza: «e anche l’Rt tende lievemente a diminuire – ha aggiunto Rezza – ma resta sempre alto: è a 1,15 e quindi ben al di sopra dell’unità. l tasso di occupazione dei posti dei reparti di area medica e intensiva è rispettivamente al 15,5% e al 4,7%, per cui – ha concluso – è tendenzialmente stabile rispetto alla settimana precedente».


Come già anticipato in mattinata dall’Iss, l’indice di contagio Rt degli ultimi sette giorni è risultato in calo, così come l’incidenza, mentre è stabile il tasso di occupazione nelle aree mediche e in terapia intensiva. Questi i dati salienti della bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sull’emergenza Coronavirus in Italia. Una bozza che certifica come l’incidenza settimanale a livello settimanale nella settimana dal primo al 7 aprile è stata di 776 casi ogni centomila abitanti, mentre la scorsa settimana si era arrivati a 836. L’Rt medio è stato invece pari a 1,15, in calo rispetto all’1,24 della scorsa settimana.


I dati sui ricoveri

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è invece stabile al 4,7% . Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 15,5% rispetto al 15,2%. In base ai dati, una regione è classificata a rischio alto a causa di molteplici allerte di resilienza. Undici regioni sono classificate a rischio moderato, di cui due ad alta probabilità di progressione a rischio alto e le restanti regioni sono classificate a rischio basso secondo il DM del 30 aprile 2020. Undici regioni riportano almeno una singola allerta di resilienza. Due regioni riportano molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è invece in lieve diminuzione (13% vs 14% la scorsa settimana). È in lieve aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 37%), mentre diminuisce lievemente la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (48% vs 49%).

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