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Multe, il 19,7 % dei comuni non ha presentato la rendicontazione sui proventi. Il ministero: «Per quelle irregolari ai comuni solo il 10%»

Risultano inadempienti 15 amministrazioni provinciali, 3 città metropolitane e 317 unioni di comuni. Si tratta di un mercato da circa 3 miliardi di euro

Il mercato delle multe in Italia vacilla su più fronti. Secondo un rapporto fornito dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile alla Commissione Trasporti di Montecitorio, il 19,7 per cento dei comuni, in tutto 1556, non ha presentato la rendicontazione sull’uso corretto dei proventi delle multe stradali effettuate. Risultano inadempienti 15 amministrazioni provinciali, 3 città metropolitane e 317 unioni di comuni. Si tratta di un mercato che frutta circa 3 miliardi di euro. Il Mims ha annunciato che prevederà delle misure e ha sottolineato che in caso di irregolarità «la percentuale dei proventi spettanti è ridotta del 90 per cento per ciascun anno». Ma Simone Baldelli, componente della Commissione trasporti e presidente della Commissione per la tutela dei consumatori di Montecitorio, e che da anni porta in Parlamento la battaglia sulla trasparenza e l’accessibilità di questi dati, ha ricordato questo tema.


«Al di là delle inadempienze formali di molti piccoli comuni o di alcune province, che in molti casi non fanno multe, mi pare, invece, più utile conoscere i dati delle amministrazioni che hanno consegnato la relazione, per vedere quanto ogni singola amministrazione abbia incassato dai cittadini attraverso le contravvenzioni, anche quelle elevate tramite autovelox, e se abbia speso questi soldi destinando le quote previste dal codice per la sicurezza e la manutenzione stradale», ha dichiarato Baldelli a seguito dei dati forniti dal Mims, evidenziando anche che l’accesso a questi dati permetterebbe di identificare chi usa le multe stradali più come cassa che per la sicurezza stradale dei cittadini. Baldelli ha invitato il Ministero dei Trasporti, che ha definito «reticente sul tema», in Commissione e a rendere pubblici i dati del 2020 sui proventi delle contravvenzioni. Baldelli ha poi chiesto al Ministero come intende «procedere per controllare efficacemente la veridicità delle dichiarazioni rese e sanzionare finalmente, al pari di come accade ai cittadini che parcheggiano in divieto di sosta o passano col rosso, le amministrazioni che non abbiano rispettato le prescrizioni del codice della strada».


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