Ultime notizie Delitto di GarlascoGiorgia MeloniSigfrido RanucciUcraina
ESTERIAustriaCrimini di guerraDiritti umaniMoscaRussiaUcrainaVladimir Putin

Il cancelliere austriaco dopo il faccia a faccia con Putin: «Non è stato un colloquio amichevole: sui crimini di guerra sono stato chiaro»

11 Aprile 2022 - 17:10 Giovanni Ruggiero
epa09884568 A composite image of Russian President Vladimir Putin at the Novo-Ogaryovo state residence outside Moscow, Russia, 07 April 2022 (L) and Austrian Chancellor Karl Nehammer in Vienna, Austria, 25 February 2022 (R), issued 11 April 2022. Austrian Chancellor Nehammer is on visit to Moscow on 11 April 2022 for talks with Russian President Putin over the invasion of Ukraine, two days after he met with the Ukrainian president in Kyiv.  EPA/KLIMENTYEV/SPUTNIK / BRUNA
Il cancelliere austriaco è stato il primo leader europeo a incontrare il presidente russo di persona dall'inizio dell'invasione in Ucraina
Google Preferred Site

È durato 90 minuti il colloquio tra il cancelliere austriaco Karl Nehammer e il presidente russo Vladimir Putin nella tenuta presidenziale di Novo-Ogaryovo. L’incontro si è tenuto rispettando restrizioni mediatiche severissime, senza foto o video e conferenza stampa, come aveva annunciato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Non è stato un incontro amichevole – ha commentato la cancelleria austriaca citata dai media di Vienna – il colloquio con Putin è stato molto duro e franco». Al presidente russo, il cancelliere austriaco ha detto di aver chiesto: «che la guerra deve cessare, perché in guerra ci sono solo sconfitti da entrambe le parti». A Putin è stato ribadito che: «le sanzioni resteranno in vigore e saranno eventualmente inasprite finché in Ucraina le persone continueranno a morire». A proposito poi delle stragi che da Bucha in poi stanno emergendo dai territori occupati dall’esercito russo a marzo, Nehammer ha assicurato di aver usato: «parole chiare» con il presidente russo», sottolineando la: «necessità di un’inchiesta internazionale».

Dal colloquio è poi emerso quanto il presidente russo: «ha ancora fiducia nel processo di Istanbul – ha aggiunto Nehammer – negli sforzi diplomatici e nei colloqui in Turchia», unico formato considerato possibile per un dialogo tra Ucraina e Russia. Di contro Putin non si fiderebbe della comunità internazionale e del diritto internazionale. A Nehammer ha poi ribadito di essere convinto della responsabilità ucraina sulla strage di Bucha. Una dichiarazione a cui: «È seguita una seria discussione» ha detto il cancelliere in conferenza stampa. Sull’immediato futuro Nehammer si è detto pessimista, soprattutto a proposito dell’imminente assalto russo al Donbass, dove si sta preparando: «un attacco brutale e massiccio».

Leggi anche: