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Covid, il monitoraggio Gimbe: contagi in calo, campagna vaccinale ferma

Ma i tamponi sono crollati a causa delle festività. Incidenza oltre i 500 casi ogni centomila abitanti in 72 province

Quasi il venti per cento in meno di nuovi casi di Coronavirus in una settimana. Sono quelli che registra il monitoraggio indipendente sulla pandemia della Fondazione Gimbe. Che segnala però anche un netto calo dei test del tampone «in conseguenza delle festività pasquali». Nella settimana appena trascorsa i nuovi casi sono stati 353.193 rispetto ai 438.751 della precedente, con una media di 50 mila contagi al giorno. Sono in calo anche i casi attualmente positivi, passati da 1.228.745 a 1.208.279. Ma «la circolazione del virus è ancora molto elevata: il numero di positivi, sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri sono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l’obbligo di mascherina al chiuso è una decisione molto avventata», avverte il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, il quale precisa che l’incidenza è a 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province.


Intanto calano anche i posti letto occupati da pazienti con Covid-19 nelle terapie intensive: da 463 a 422, -8.9%. Calano anche i decessi, che sono stati 861, il -7,3% rispetto a 929 dei sette giorni precedenti, con una media di 123 al giorno rispetto ai 133 della settimana precedente. Rimane invece stabile, intorno ai 10.200 il numero dei ricoverati con sintomi nei reparti ospedalieri di area medica (+0,1%). In calo anche i nuovi vaccinati: 6.092 rispetto agli 8.601 della settimana precedente, -29,2%.


«Che la campagna vaccinale sia ormai al palo – aggiunge Cartabellotta – è un dato di fatto, nonostante 4,2 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato aumenti irrisori. Tra il 20 marzo e il 19 aprile le coperture con almeno una dose sono ferme all’85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,2 punti percentuali rispetto alla settimana precedente, passando da 83,9% a 84,1%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono molto a rilento, nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile».

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