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Sì alle armi pesanti, ma con uno scambio «circolare». Come funziona lo stop alle forniture per l’Ucraina deciso da Berlino

Su richiesta del cancelliere tedesco Olaf Scholz, tutte le armi pesanti sono state rimosse dall’elenco di aiuti militari all’Ucraina (si è passati da 48 a 24 pagine). Ma qualcosa arriverà a breve comunque

Come scrive Nexta che cita Bild, su richiesta del cancelliere tedesco Olaf Scholz (che non vuole estendere il conflitto e che, per la sua decisione, è stato criticato persino da alcuni partiti della coalizione di governo), tutte le armi pesanti sono state rimosse dall’elenco di aiuti militari all’Ucraina. L’elenco sarebbe stato ridotto da 48 a 24 pagine. Non sarebbe però un no definitivo: stando agli elementi emersi questa mattina, 21 aprile, la Germania, infatti, sarebbe pronta ad attuare quello che viene definito uno «scambio circolare» di armi pesanti verso l’Ucraina, attraverso la Slovacchia. Come scrive Handelsblatt, la ministra della Difesa Christine Lambrecht ha già confermato l’operazione. La Slovacchia, dunque, starebbe per mandare un’ampia spedizione dei suoi carri armati da combattimento T-72 all’Ucraina. A quel punto la Germania manderebbe in cambio, in Slovacchia, veicoli corazzati da combattimento della fanteria Marder e veicoli di trasporto truppe Fuchs. I T-72 di produzione sovietica vengono già usati dall’esercito ucraino e non richiedono una formazione particolare per il loro utilizzo. Secondo le informazioni di Dpa provenienti da ambienti governativi, la Slovacchia, però, avrebbe chiesto come ricambio alla Germania attrezzature più moderne, come il carro armato da combattimento tedesco Leopard 2, il veicolo corrazzato Boxer 2 e il veicolo corazzato da combattimento della fanteria Puma.


Pagare le armi ma non regalarle

Ieri in Germania c’era stata molta polemica per le dichiarazioni del cancelliere Scholz che ha spiegato come l’Ucraina avrebbe la possibilità di acquistare le armi tedesche coi soldi di Berlino, ma non di riceverle direttamente in regalo e in ogni caso solo prendendole dall’elenco “ristretto”. «Abbiamo chiesto alla nostra industria della Difesa di dirci quali materiali possono fornici nel breve periodo, l’Ucraina ha questa lista, sulla quale ha fatto una scelta e noi garantiremo i finanziamenti necessari», ha dichiarato Scholz. In altre parole, l’Ucraina, attingendo dalla lista di armi elaborata da Berlino, potrà comprare dall’industria bellica, con i due miliardi di euro promessi dal Cancelliere tedesco. «Le armi di cui abbiamo bisogno non sono in quella lista», ha replicato subito l’ambasciatore ucraino a Berlino, spegnendo l’entusiasmo di Scholz. Nello specifico, l’Ucraina vorrebbe avere parte dei 400 carri armati Marder a disposizione della Bundeswehr (l’esercito tedesco, sottofinanziato per anni e ormai colmo di armi obsolete) ma Scholz ha già espresso la sua contrarietà: «Le nostre possibilità sono limitate». Come a dire che la Germania teme un attacco diretto della Russia e che per questo non vuole privarsi delle protezioni migliori che possiede al momento. Ne scrivono oggi Tonia Mastrobuoni su Repubblica e Cosimo Caridi sul il Fatto Quotidiano.


Foto in copertina di repertorio

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