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Nel Dl Aiuti anche l’inceneritore di Roma, i ministri M5s non votano: «Con i sostegni alle famiglie non c’entra nulla»

Scoppia la protesta del M5s contro un passaggio nel Dl Aiuti che aprirebbe la strada al termovalorizzatore per la capitale: «Si è preferito mantenere una norma che non c’entra nulla con la sicurezza energetica e il sostegno alle famiglie e alle imprese»

Non c’è stato il voto del M5s sul decreto Aiuti, il secondo approvato dal governo oggi 2 maggio con una serie di sostegni a famiglie e imprese per contenere le difficoltà degli effetti della guerra in Ucraina. Il mancato voto grillino è legato alla protesta per la presenza nel decreto anche delle norme sui rifiuti contenute nel provvedimento che danno poteri speciali al commissario per il Giubileo a Roma. Tra questi ci sarebbe anche la possibilità di realizzare il contestato termovalorizzatore per la capitale, come annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Gualtieri.


«Noi siamo entrati al governo per accelerare la transizione non per tornare indietro – protesta in una nota il M5s – Riteniamo assolutamente irragionevole la posizione oggi passata in Consiglio dei ministri su questo punto». E il caso già risolleva le tensioni all’interno della maggioranza di governo, innanzitutto tra la Lega e il M5s, con Matteo Salvini che attacca: «Il Movimento 5 Stelle si conferma fuori dal mondo. Il no al termovalorizzatore di Roma è una posizione contro l’ambiente, contro il progresso, contro le città pulite e contro i cittadini».


Cosa sia successo durante il lungo Consiglio dei ministri pomeridiano ha provato a spiegarlo il ministro M5s Stefano Patuanelli, che alla fine della riunione del governo ha chiarito di non essere contrario all’affidamento di più poteri al sindaco di Roma: «ma abbiamo chiesto che questi nuovi impianti, in linea con le normative europee, fossero di nuova tecnologia: dunque eco-sostenibili, non inceneritori». Nel corso della riunione, quindi, Patuanelli ha detto di aver chiesto di stralciare la norma: «di inserirla in un altro decreto, di aggiustarla. Ma tutto questo ci è stato negato».

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