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Vavassori, il padre del foreign fighter: «Non è più a combattere in Ucraina. Sta bene, ma non rientra in Italia»

L’ex calciatore 29enne aveva già annunciato su Instagram di essere «stanco» e di volere lasciare il fronte

Si è detto «sollevato» il padre adottivo di Ivan Luca Vavassori alla notizia dell’abbandono del campo di combattimento ucraino da parte del figlio. L’ex portiere di serie C il 5 marzo scorso era andato a combattere a fianco dell’esercito di Kiev nella Legione di difesa internazionale ucraina, destando preoccupazione nei giorni scorsi per le sue condizioni di salute. Il 29enne, infatti, era stato coinvolto in un attacco russo a Mariupol ed era finito in ospedale per alcune ferite e una forte febbre. «Ivan Luca non è più a combattere, ma non sta rientrando in Italia. È in Europa e sta bene», ha detto Pietro Vavassori all’Ansa. Già nelle scorse ore era stato il ragazzo a comunicare la sua decisione sul suo profilo Instagram. Poi, aveva pubblicato una foto da un aereo in volo, senza specificare la destinazione. «Sono stufo, per me è abbastanza così – ha scritto in spagnolo – È ora di tornare a casa, non ho più la testa per andare avanti. Ho fatto del mio meglio per aiutare. Ho messo tempo e vita a disposizione del popolo ucraino, ma è ora di riprendermi la mia vita».  


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