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L’attacco del sindaco di Mariupol: «Qui Putin ha già superato Hitler: i russi hanno già distrutto tutto il possibile»

Secondo Boichenko, i russi starebbero costringendo i cittadini ucraini ai lavori forzati: «Gli fanno bruciare i corpi per nascondere i crimini di guerra»

«A Mariupol Putin ha già superato Hitler. Può essere orgoglioso di se stesso». Queste le amare parole di Vadym Boichenko, sindaco della città che da settimane è al centro dei bombardamenti russi. Boichenko ha parlato in un briefing online al media center di Kiev, dicendo in soli due mesi sono stati uccisi circa 20 mila civili. «Non posso dire se i russi stiano preparando qualcosa per il 9 maggio o meno», ha detto riferendosi alla data indicata più volte da Vladimir Putin come momento di svolta della guerra. «Ma hanno già fatto tutto il possibile, hanno distrutto la città». In queste ore sono continuate con difficoltà le evacuazioni dei civili da Mariupol a Zaporizhzhia, mentre Mosca ha lanciato l’assalto finale all’acciaieria Azvostal. «Abbiamo verificato le liste dei residenti deportati dai russi nel loro Paese», ha insistito Boichenko. «Attualmente sono quasi 40.000 persone». Secondo il sindaco, i cittadini sono stati portati al confine russo, hanno ricevuto dei certificati di immigrazione e sono stati messi ai lavori forzati. I russi starebbero «costringendo i cittadini a svolgere diversi compiti nella stessa Mariupol, come rimuovere i detriti e bruciare i corpi dei civili uccisi: stanno nascondendo i loro crimini».


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