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Amazzonia, deforestazione record ad aprile: quasi il doppio dello scorso anno

Nei primi quattro mesi di quest’anno è stato registrato un aumento di disboscamento della foresta del 69,4% rispetto allo stesso periodo del 2021

Il polmone verde del mondo continua a registrare record, ma in negativo. Nel mese di aprile la foresta amazzonica ha raggiunto un livello di deforestazione pari quasi al doppio di quello registrato nello stesso mese dello scorso anno. Sono 1.012,5 i kmq deforestati nei primi 29 giorni di aprile. Lo riferiscono i dati dell’agenzia nazionale di ricerca spaziale Inpe di ieri, 6 maggio, citati da Reuters. Un triste record che quest’anno si aggiunge a quelli già registrati a gennaio e a febbraio. Non si tratta di un primato solo mensile: nei primi quattro mesi di quest’anno è stato registrato un aumento di disboscamento della foresta del 69,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, per una zona di 1.954 km quadrati (754 miglia quadrate).


«La causa di questo record ha un nome e un cognome: Jair Bolsonaro»

REUTERS / Nacho Doce | Tronchi tagliati illegalmente nella foresta amazzonica ad Anapu, Brasile, 2 settembre 2019

L’aumento delle attività umane dannose per l’ambiente è la causa principale di questi dati, che hanno iniziato a crescere vertiginosamente nel 2019 con la salita al potere del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. La priorità politica è sempre stata quella di aumentare le attività agricole nella foresta per ridurre la povertà della regione, anche a scapito dell’ambiente. «La causa di questo record ha un nome e un cognome: Jair Messias Bolsonaro», ha infatti affermato Marcio Astrini, capo del gruppo di difesa del clima brasiliano. La deforestazione non si fermerà. Ne è certa Ane Alencar, direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca ambientale dell’Amazzonia (Ipam), la quale ha spiegato che «è previsto un aumento in vista delle elezioni presidenziali di ottobre, come già successo negli ultimi tre anni elettorali brasiliani». Questo, a suo avviso, perché i funzionari che «cercano di non far alterare i propri elettori in genere fanno meno per far rispettare la legge». Ha poi commentato, riferisce Reuters, che sembra che il disboscamento ormai sia diventato «istituzionalizzato nel paese come qualcosa di comune, con un record dopo record».


L’Amazzonia non ricresce più

L’Amazzonia fatica anche a ricrescere. Il 75% della foresta ha perso resilienza, ovvero la capacità di ritornare agli equilibri iniziali a seguito di un evento dannoso. A monte ci sono i disboscamenti e gli interventi dell’uomo. L’allarme era stato già lanciato nei mesi scorsi dall’Università britannica di Exeter, a seguito dell’analisi dei dati del satellite Modis della Nasa. L’Amazzonia ha ridotto il tasso di ricrescita e – come denunciato da Niklas Boers, ricercatore che partecipò al lavoro – si tratta di «una perdita che potrebbe trasformare la foresta in savana e far scomparire un ecosistema fondamentale per l’intero pianeta».

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