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Anonymous hackera il sito del Partito comunista a Taiwan, l’avvertimento a Pechino: «Non fate stupidaggini»

Non si tratta del primo attacco di Anonymous al governo cinese: l’hacker “Cyber Anakin” si era infiltrato per cinque giorni nei sistemi informatici di Pechino

Anonymous ha lanciato un avvertimento alla Cina affinché non faccia «qualcosa di stupido contro Taiwan» sulla stessa scia dell’invasione russa in Ucraina. Lo hanno fatto hackerando la pagina web del Partito Comunista cinese del Comitato distrettuale di Chengdu Pidu della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, ovvero l’organo deputato a formalizzare le decisioni già prese dal presidente Xi Jinping e dai vertici del Partito. L’avvertimento è arrivato lunedì 2 maggio con la creazione di una nuova pagina html sul loro sito in cui Anonymous si è fatto riconoscere perché ha inserito il suo logo, seguito dalla foto di una persona che indossa la nota felpa nera con cappuccio e la maschera di Guy Fawkes. A riferirlo è la testata Taiwan News.


Il gruppo hacker tenta così di frenare i desideri di riunificazione con quella che è considerata dalla Cina una «provincia ribelle» e una parte «inalienabile» del suo territorio. Nella pagina hackerata sono comparse le bandiere del Tibet, di Taiwan, del Turkestan orientale e della Mongolia, tutte le regioni con minacce di separatismo, secondo la Cina. Ci hanno inserito anche la bandiera Black Bauhinia, divenuta popolare durante le manifestazioni a Hong Kong del 2019 a favore della democrazia. Non solo riferimenti a una possibile invasione a Taiwan, ma anche un memoriale per Li Wenliang, il medico che per primo lanciò l’allarme sul Covid-19 a Wuhan, e altre persone importanti che sono morte a causa del Coronavirus.


anonymous attacca sito pcc
TAIWAN NEWS | Screenshot del sito hackerato del Partito Comunista, 2 maggio 2022

Il collettivo hacker ha anche avvisato il Partito comunista che la portaerei Liaoning, la prima della flotta cinese, potrebbe fare la fine della nave Moskva se non si attengono alle loro richieste. Non si tratta del primo attacco di Anonymous al governo cinese: l’hacker “Cyber Anakin” si era infiltrato per cinque giorni nei sistemi informatici di Pechino, comprese le interfacce delle centrali nucleari.

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