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Ucraina, l’intelligence Usa: «Putin vuole portare la guerra in Transnistria»

L’audizione alla Commissione della Difesa in Senato

Le forze di Vladimir Putin non hanno intenzione di fermarsi alla conquista del Donbass, ma porteranno la guerra in Transnistria, la regione filorussa moldava. Questa l’ipotesi formulata dalla direttrice dell’intelligence nazionale americana Avril Haines, in audizione alla Commissione della Difesa del Senato statunitense. Secondo Haines, il leader del Cremlino punta a una guerra «lunga», sicuro che il sostegno degli Stati Uniti e dell’Unione europea a Kiev diminuirà nel tempo. A quel punto sarà «probabile» l’imposizione di una legge marziale in Russia, necessaria per una mobilitazione più massiccia di risorse e forze militari. Ma «Putin userà l’arma nucleare solo se si troverà di fronte a una minaccia esistenziale», ha detto Haines, che si mostra più preoccupata per l’eventualità che, nelle prossime settimane, il leader russo tenti di intercettare le armi inviate in Ucraina o comunque di vendicarsi contro le sanzioni occidentali.


Lo «stallo» nella guerra

Sempre alla Commissione della Difesa del Senato è stato ascoltato anche Scott Berrier, direttore dei servizi di intelligence militari statunitensi, che ha parlato di uno «stallo nella guerra» che potrebbe durare a lungo, dal momento che non ci sono segnali di una svolta nel breve termine. «Al momento in Ucraina non stanno vincendo né i russi né le forze di Kiev. L’approccio da avere adesso è “aspettare e vedere”», ha detto Berrier.


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