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Il capo dell’intelligence del battaglione Azov: «A Kiev non capiscono cosa succede nell’Azovstal: è ancora possibile liberarci con le armi» – Il video

Il vicecomandante e responsabile dell’intelligence del battaglione Azov, Ilya Samoilenko torna a criticare il governo ucraino, che spera ancora di liberare i soldati nell’acciaieria di Mariupol con una soluzione diplomatica

C’è una via militare per far liberare gli ultimi soldati dall’acciaieria Azovstal sotto assedio dalle truppe russe. A riferirlo è il responsabile dell’intelligence del battaglione Azov, Ilya Samoilenko in un’intervista a Sky News. Ha spiegato che è possibile farlo sia militarmente che politicamente. «Noi possiamo dire come farlo con le armi, ma ovviamente le informazioni su queste operazioni sono riservate», ha detto. Samoilenko, chiamato anche Cyborg dalla stampa ucraina per il suo braccio in titanio e l’occhio di vetro, ha spiegato quanto sia distante il punto di vista loro e quello degli uffici governativi. L’uomo non si è sbilanciato su quali siano le due possibili vie, ma ha assicurato che il destino di Mariupol e quello dell’Ucraina tutta sono legati: «È sicuro che in caso di conseguenze catastrofiche per la guarnigione di Mariupol ci saranno conseguenze catastrofiche per l’intera Ucraina e il suo popolo».


Il vice comandante: «L’evacuazione è possibile solo con il cessate il fuoco»

L’acciaieria Azovstal è rimasta l’ultimo baluardo ucraino nella Mariupol occupata dai russi, il che – secondo il vice comandante del Reggimento Svyatoslav Kalina Palamar – mette i militari ucraini nell’impianto di fronte a una scelta: combattere a oltranza o lasciare l’acciaieria. Proprio per questo Palamar ha lanciato un appello: «La nostra unica possibilità è un’evacuazione confermata per iscritto dal nostro governo, dalla Russia e da terze parti. Se fallisce, continueremo a combattere», ha detto. Nel frattempo il comandante della 36esima Brigata Marine, Serhiy Volynskyi, continua in queste settimane a rinnovare l’invito alla comunità internazionale di evacuare e salvare gli ultimi soldati dell’acciaieria. Palamar ha detto che secondo lui questa è un’operazione possibile, ma per riuscirci «serve un accordo tripartito di cessate il fuoco». Il vice comandante è stato chiaro: «Abbiamo solo due opzioni: evacuare la guarnigione sotto la garanzia di terzi o combattere fino alla fine. Non ci arrenderemo mai. Questo è inaccettabile per noi. La prigionia per Azov è la morte».


Potrebbero esserci altri civili intrappolati ad Azovstal, «ma servono attrezzature speciali»

«Le unità russe stanno bombardando da giorni ininterrottamente l’acciaieria» ha spiegato il Cyborg. Al momento nell’impianto i civili sono stati evacuati, ma potrebbero ancora esserci persone bloccate lì. Pochi giorni fa il governatore dell’Oblast’ di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, aveva riferito che 100 civili erano rimasti nello stabilimento di Azovstal. Sulla presenza di altre persone da evacuare nell’acciaieria si è espresso anche Palamar, che come il Cyborg ha garantito che tutti quelli che sono stati trovati sono stati evacuati, ma non ha escluso l’ipotesi che sotto le macerie ci siano ancora civili. per tirarli fuori, però, «abbiamo bisogno di attrezzature speciali» ha spiegato.

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