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Saman Abbas, rinviati a giudizio tutti i familiari: accuse di sequestro di persona, omicidio e soppressione di cadavere

In aula presenti lo zio e i due cugini, detenuti a Reggio Emilia. I genitori, invece, sono ancora latitanti in Pakistan

Sono stati tutti rinviati a giudizio i familiari di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile 2021 e che sarebbe stata uccisa dai suoi parenti dopo essersi ribellata a un matrimonio combinato in patria. Con l’udienza preliminare di oggi 17 maggio, al tribunale di Reggio Emilia, il gup Dario De Luca ha mandato a processo lo zio della ragazza, Danish Hasnain e i due cugini, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, tutti e tre arrestati tra Francia e Spagna e ora detenuti. Come riporta la Gazzetta di Reggio, sono stati rinviati a giudizio anche i genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, ancora latitanti in Pakistan. I parenti di Saman sono accusati di sequestro di persona, omicidio e soppressione di cadavere, mai ritrovato. Il processo avrà inizio a febbraio 2023.


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