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L’Aquila, incidente all’asilo: attesa la decisione sull’arresto della madre. «La marcia era inserita, il freno a mano non ricordo»

Proseguono le indagini per fare luce sulla vicenda: la Procura ha disposto una perizia sull’auto

«Sono sicurissima di aver inserito la marcia, il freno a mano non ricordo. La macchina non era in pendenza ma sulla piazzola prima della discesa». Sono le parole della donna 38enne di origini bulgare, indagata per omicidio e lesioni stradali, la cui auto nel pomeriggio del 17 maggio si è schiantata contro la recinzione dell’asilo “1 Maggio” di Pile (L’Aquila) uccidendo un bambino di quattro anni e ferendone altri cinque. All’interno del veicolo era presente anche il figlio 12enne della donna. La 38enne vive da anni con il marito e tre figli nel capoluogo abruzzese. La Passat che guidava è di proprietà di un giovane parente e le era stata data in prestito. E la testimonianza della donna è stata presa in considerazione dagli inquirenti, tant’è che la Procura ha disposto una perizia sull’auto per capire se, di fatto, vi sia stato qualche malfunzionamento tecnico del freno a mano.


La dinamica dell’incidente

Intanto proseguono le indagini per ricostruire dell’incidente. Secondo i primi accertamenti risulta che la donna abbia parcheggiato l’auto vicino l’asilo per andare a riprendere i due gemelli di cinque anni, lasciando l’altro figlio 12enne in macchina. A quel punto il veicolo si sarebbe cominciato a muovere. Una delle ipotesi formulate nelle ultime ore è che il ragazzino lasciato solo potrebbe aver tolto il freno alla vettura. Intanto il pm Stefano Gallo rimane in attesa di riscontri tecnici avviati al fine di chiarire le dinamiche e le cause della tragedia.


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