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Putin taglia il gas: ora la Finlandia rischia la crescita dei prezzi dei beni alimentari

Lo stop di Gazprom stamattina. L’operatore finlandese: lo sostituiremo. Il problema dell’inflazione

Tanto tuonò che piovve. La società statale russa Gazprom ha interrotto le esportazioni verso la Finlandia, come aveva promesso dopo il rifiuto di pagare in rubli da parte di Helsinki. A confermare il taglio è l’operatore del sistema finlandese del gas, che ha fatto sapere che il flusso verso il punti di ingresso di Imatra è stato interrotto. Il grossista statale finlandese Gasum ha dichiarato venerdì che Gazprom aveva avvertito che i flussi sarebbero stati interrotti dalle 7 di sabato mattina. Gazprom Export ha chiesto ai paesi europei di pagare in rubli le forniture di gas russo a causa delle sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, ma la Finlandia si rifiuta di farlo.


Helsinki e Mosca, tra metano e Nato

Il gas russo rappresenta solo il 5% del mix energetico finlandese. La società ha dichiarato che continuerà a servire i clienti «da altre fonti attraverso il gasdotto BalticConnector» che collega Finlandia ed Estonia. La stessa misura adottata nei confronti di Bulgaria e Polonia il 27 aprile scorso. «Ci siamo preparati con cura a questa situazione e saremo in grado di fornire gas a tutti i nostri clienti nei prossimi mesi», ha assicurato il Ceo della compagnia finlandese Gasum, Mika Wiljanen. Nei giorni scorsi il direttore della politica aziendale presso la Federazione delle industrie alimentari finlandesi, Heli Tammivuori, ha spiegato che il taglio causerà crescita dei prezzi nel paese: «Il gas naturale è usato in molti settori, come l’industria della panificazione, la produzione di carne e cibi pronti e la torrefazione. Il gas naturale è anche molto scarsamente sostituibile con un’altra fonte di energia».


Non è questo l’unico fattore di crisi tra Helsinki e Mosca. La richiesta di entrare nella Nato completata dal paese di Sanna Marin ha già provocato la reazione della Russia. Che ieri ha annunciato il rinforzo del confine Ovest: «I nostri vicini hanno fatto domanda per aderire alla Nato. Così le tensioni continuano ad aumentare nella zona di responsabilità del Distretto militare occidentale», ha spiegato il ministro della Difesa Sergey Shoigu. Le nuove basi militari verranno create quindi a Ovest del Paese, e sono considerate da Mosca una «contromisura appropriata». «Entro la fine dell’anno, 12 unità e divisioni verranno create nel Distretto militare occidentale», ha concluso.

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