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Willy Gnonto, il “latinista” nuovo volto della Nazionale: «Il ct Mancini crede nei giovani, noi ci siamo»

Classe 2003, Gnonto ha esordito sabato con la Nazionale italiana nella partita contro la Germania

18 anni, una maturità classica fra poche settimane e un assist da incorniciare nell’esordio della nazionale. Dopo la partita contro la Germania nel Nations League, Willy Gnonto è diventato il calciatore azzurro finito nelle home page di tutti i giornali. Nei 25 minuti giocati sul campo del Renato Dall’Ara di Bologna, Gnonto è riuscito a distinguersi e dare un po’ di speranza a una Nazionale il cui umore, dopo l’esclusione dai mondiali, latitava sul fondo dello spogliatoi. La storia di Gnonto è la stessa di tanti altri ragazzi immigrati di seconda generazione. I suoi genitori sono arrivati in Italia 25 anni fa dalla Costa d’Avorio. In Italia hanno vissuto a Baveno, sul lago Maggiore. Willy, al secolo Wilfried, ha iniziato a giocare a buoni livelli fin dall’inizio della sua carriera.


A 8 anni ha cominciato nell’Inter, dove a giocato fino a quando aveva 16 anni. Da qui il passaggio allo Zurigo, club professionistico con cui ha firmato il primo vero contratto e segnato 11 gol in 62 partite. 1,70 di altezza, numero 22 nello Zurigo e esordio con il numero 11 nella Nazionale, Gnonto gioca come attaccante e nel 2019 aveva già indossato la maglia della nazionale con l’Under 17. Dopo la partita con la Germania è probabile che sarà uno dei nuovi volti della squadra: «Il ct Mancini mi ha dato un’occasione e io credo di essere riuscito a coglierla. Noi ci siamo: è giusto dare responsabilità a noi giovani. Devo tutto ai miei genitori, che mi hanno tanto aiutato, anche nella decisione di lasciare l’Inter e andare a Zurigo per giocare di più».


Il latino e la maturità classica

Per i cronisti sportivi è già diventato “il latinista”. Gnonto è all’ultimo anno del liceo classico, scuola che frequenta a distanza visto il suo trasferimento in Svizzera. «Avevo una grande passione per il latino e greco, ho frequentato con successo il classico e penso che sia importante avere una solida cultura anche per fare il calciatore», spiega al Il Messaggero. L’esame di maturità è fissato per il 22 giugno, un impegno a cui si sta preparando anche in questi giorni. Secondo Repubblica dopo l’esordio si sarebbe chiuso in camera per ripassare soprattutto la matematica.

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