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Salvini contro la Bce: «Italia sotto attacco. Vogliono fare come la Grecia e portarsi a casa il malloppo»

Il leader della Lega ha criticato la scelta della Bce di interrompere l’acquisto di titoli di Stato a partire dal 1° luglio

«Banca Centrale, Commissione e Parlamento europei: è partito un attacco contro l’Italia. Matteo Salvini ha convocato per lunedì una riunione urgente della Lega, spiegando che è necessario reagire subito per difendere il lavoro e i risparmi degli italiani». Questa nota è stata diffusa dalla Lega nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una giornata nera per i mercati finanziari. Una posizione che è stata ribadita anche oggi da Matteo Salvini, mentre visitava il Salone del Mobile di Milano: «Quando la Banca Centrale Europea dice ‘non vi compro più i titoli di Stato’, la borsa perde il 5 per cento in un giorno, l’inflazione sale al 7 per cento, la crescita diminuisce, la benzina è sopra i 2 euro al litro… Mi sembra evidente che l’Italia sia sotto attacco, e noi chiediamo al Governo di reagire».


Al centro delle accuse leghiste c’è la scelta annunciata dalla Banca centrale europea di interrompere l’acquisto di titoli di Stato a partire del 1° luglio. Una mossa che ha riportato l’Unione europea al centro della campagna politica di Salvini: «Ho chiesto al ministro dell’Economia di trovare velocemente i soldi per rinnovare lo sconto benzina e gasolio almeno per tutta l’estate, e anche lo sconto bolletta luce e gas. L’impressione è che ci sia l’Italia sotto attacco come qualche anno fa vorrebbero fare dell’Italia una nuova Grecia portandosi via il malloppo».


Le elezioni è la prospettiva del Draghi Bis

Sempre al Salone del Mobile, Salvini ha ripreso una posizione già annunciata negli sorsi mesi: una volta finita questa esperienza di governo guidata da Mario Draghi non ci sarà spazio per un bis: «Diamo la parola agli italiani, fidiamoci degli italiani e lasciamoli scegliere. Di governi tecnici, di governi non eletti o di governi col Pd noi non ne faremo e non ne accetteremo più evidentemente. Noi abbiamo detto sì a questo governo di emergenza solo perché c’era la pandemia. Anche perché lo spread è a 230, nonostante Draghi nonostante un governo di emergenza, quindi vuol dire che evidentemente quando a Francoforte o a Bruxelles decidono di attaccare, perché questa è l’impressione, alcuni Paesi europei, in primis l’Italia, bisogna reagire».

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