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Berlusconi: «Ho chiamato Putin due volte, non mi ha risposto»

L’ex premier poi attacca sui referendum sulla giustizia: «Li hanno boicottati»

«Putin non l’ho sentito di recente. Eravamo molto amici, ho fatto due telefonate all’inizio di questa operazione [la guerra in Ucraina ndr] e non ho avuto risposte» ha dichiarato Silvio Berlusconi intercettato mentre andava a votare a Milano. «Dopo questo mi sono astenuto da ulteriori tentativi». L’ex premier ad aprile ha condannato per la prima volta l’invasione russa dell’Ucraina. «Se fossi stato presidente della Repubblica avrei potuto andare e ripetere con Putin quello che ho fatto nel 2008», ha detto Berlusconi, «lo tenni al telefono cinque ore e gli dissi “sappi che se domani mattina invadi la Georgia divorzi dall’Unione Europea, dalla Nato e dagli Usa”. Alle 10 di mattina arrivò l’ordine da Mosca alla truppa di ritirarsi». Questo inverno, Putin avrebbe dovuto tenere una lectio magistralis organizzata dall’Universitas Libertatis di Berlusconi, ma l’invasione dell’Ucraina ha fatto saltare tutto. Parlando dei referendum sulla giustizia, l’ex premier ha detto: «Sono stati boicottati con il voto in un giorno solo. Sono stati boicottati con il silenzio assoluto su molti giornali e sulla televisione di Stato». Commentando invece quanto avvenuto in Sicilia, ha detto: «Questi arresti di candidati un giorno o due prima delle elezioni, potevano anche aspettare due giorni dopo. Questa è sempre la storia della giustizia politicizzata che non è morta».


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