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Cosimo Di Lauro, l’autopsia smentisce l’ipotesi del suicidio: «Nessun segno di violenza autoinflitta»

Attesa per i risultati degli esami istologici e tossicologici

L’autopsia sul corpo di Cosimo Di Lauro ha confermato l’assenza di segni di violenza autoinflitta. L’ex boss dell’omonimo clan di camorra di Secondigliano è morto la notte tra il 12 e il 13 giugno nel carcere di Opera a Milano, dov’era detenuto in regime di 41bis. Non si sarebbe trattato dunque di suicidio. Alle operazioni di riconoscimento del cadavere aveva preso parte il fratello Antonio che, secondo quanto si apprende dall’Ansa, era rimasto particolarmente colpito dalle condizioni in cui aveva trovato il corpo. Proprio Antonio aveva chiesto che all’autopsia prendesse parte anche un consulente di parte. Rimangono dunque ancora da chiarire le circostanze che hanno portato Di Lauro alla morte. Si attendono ancora gli esiti degli esami istologici e tossicologici disposti sui campioni di tessuto prelevati durante gli accertamenti.


Immagine di copertina: Cesare Abbate/Ansa


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