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Russia, l’agenzia stampa Tass: «I comandanti del battaglione Azov catturati a Mariupol sono in carcere a Mosca»

Potrebbero essere oltre 100 i soldati prigionieri di Mosca, compresi i «mercenari stranieri» che si erano arresi nell’acciaieria Azovstal

I comandanti del battaglione Azov che sono stati catturati nella città portuale di Mariupol, in Ucraina, sono sono stati portati nella prigione di massima sicurezza di Lefortovo a Mosca. Lo riferisce una fonte interna all’agenzia di stampa russa Tass che non cita i nomi dei soldati coinvolti. In precedenza i media russi avevano parlato di alcuni dei soldati catturati e tra questi spiccava il nome del vicecomandante Svyatoslav Palamar, volto noto ai media per i video di denuncia e reportage ha sempre fatto dall’acciaieria Azovstal. Insieme a Svyatoslav Palamar, fra i soldati catturati c’è anche Sergei Volynsky, comandante della 36° brigata dei marines ucraini. Potrebbero essere oltre cento i soldati prigionieri, compresi i «mercenari stranieri» che si erano arresi nell’impianto. Ora sarebbero in corso i loro interrogatori. Sono 2.439 i soldati del battaglione Azov e ucraini che dal 16 maggio 2022, secondo quanto riporta il ministero della Difesa russo, si sono arresi ai russi dopo essere rimasti bloccati nell’acciaieria Azovstal.


Lavrov: «Gli Usa vogliono dire alla Russia di stare al suo posto»

Il ministero degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha commentato alla tv di Stato di Mosca l’invio degli armamenti all’Ucraina da parte degli Stati Uniti. Secondo Lavrov gli Usa «stanno cercando di realizzare quello che avevano annunciato molto tempo fa, cioè che la Russia deve stare al suo posto, che non ha diritto alla propria voce nelle questioni internazionali, che deve obbedire alle regole inventate dagli Stati Uniti. Questo è tutto. Credo che capiscano molto bene che non ci riusciranno».


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