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Cunial e Barillari denunciano l’Aifa: «Campagna vaccinale disastrosa, la verità verrà a galla»

L’annuncio su Telegram della deputata del Gruppo misto

La deputata del Gruppo misto Sara Cunial torna all’attacco contro i vaccini anti Covid insieme al consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. L’ultima iniziativa dei due, che hanno deciso più volte di unire le forze nelle proteste contro il Green pass (arrivate l’ottobre scorso fino all’occupazione del Palazzo della Regione Lazio), è la decisione di denunciare alla Procura di Roma l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Il motivo? «La disastrosa campagna vaccinale attuata indiscriminatamente su tutta la popolazione italiana». Ad annunciarlo è la stessa Cunial sul suo profilo Telegram, dove si sostiene che «i dati che promettevano efficacia e sicurezza sono stati clamorosamente smentiti dalle evidenze scientifiche che oggi confermano, in maniera inequivocabile, le perplessità e i dubbi di chi, sin dall’inizio di questa emergenza democratica, ha chiesto a gran voce “sicurezza e buon senso”».


La denuncia, secondo il comunicato, sarebbe «l’epilogo di una richiesta di accesso agli atti rivolta ad Aifa nel marzo scorso» da Barillari. La risposta, però, sarebbe stata «inconsistente ed elusiva». «La responsabilità di un trattamento sperimentale imposto direttamente ed indirettamente alla popolazione tutta deve trovare giustizia», scrive Barillari. Mentre Cunial rilancia: «È finito il tempo di credere in una medicina pagata dalle case farmaceutiche e guidata da fini di lucro e potere, capace di portare con la paura, il ricatto e l’ignoranza, milioni di persone a sperimentare sul proprio corpo terapie dagli effetti tragici e sconosciuti. È finito il tempo di credere nella vostra scienza, in perenne conflitto di interesse, prona alle lobby e al denaro che, abiurando alla sua stessa missione, ben si guarda di lavorare per la salute pubblica e il bene comune». Poi conclude: «La ricerca deve tornare libera e indipendente. La verità verrà a galla, certus an incertus quando».


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