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Israele, il governo scioglie il parlamento. Lapid: «Qualcuno vuole un Paese non democratico, va fermato»

Verso le quinte elezioni in tre anni. L’ex premier Netanyahu promette: «Formeremo un esecutivo»

Il primo ministro israeliano Naftali Bennett e il ministro degli Esteri Yair Lapid hanno deciso di interrompere l’attuale legislatura. Nel corso della prossima settimana il parlamento voterà sullo scioglimento della Knesset. Se il voto dovesse passare, come da accordi presi a inizio legislatura, Lapid diventerebbe primo ministro ad interim, per traghettare il Paese verso nuove elezioni. A un anno dalla formazione dell’esecutivo, Bennett e Lapid hanno fatto sapere di aver «esaurito le opzioni per stabilizzare» l’eterogenea coalizione di maggioranza, che da maggio si trova in realtà minoranza parlamentare. Al suo interno sono rappresentati otto partiti tra sia sinistra che destra nazionalista. Sarebbe il quinto voto in Israele da aprile 2019. La legislatura sarebbe dovuta durare fino ad agosto 2023. Il governo Bennett si è insediato il 13 giugno del 2021.


Bennett ha parlato di «una decisione giusta per Israele». «Abbiamo riportato alla ribalta l’onestà», ha aggiunto, «e dimostrato che è possibile mettere da parte i dissensi per un obiettivo comune. Non ho mai accettato – ha detto – che considerazioni di partito avessero il sopravvento su quelle nazionali». Lapid, da parte sua, ha commentato: «Dobbiamo combattere contro forze che cercano di fare di Israele un Paese non democratico». In precedenza si era espresso anche l’ex premier Benjamin Netanyahy: «Questo governo fallimentare è arrivato al capolinea», aveva detto promettendo che insieme ai suoi alleati formerà «un governo allargato guidato dal Likud che ridurrà le tasse, condurrà Israele verso successi enormi, inclusa l’estensione dell’area della pace».

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