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La Lituania blocca le merci sanzionate dirette a Kaliningrad. Mosca: «Seguiranno rappresaglie».. L’ambasciatore Ue a Mosca: «Manteniamo la calma»

Nella regione tra Polonia e Lituania sono presenti una flotta militare russa e missili a lunga gittata. Ecco perché l’exclave russa circondata dalla Nato rischia di inasprire ancora di più il conflitto

La risposta al blocco delle merci verso l’exclave russa di Kaliningrad «sarà seria e avrà un impatto molto negativo sui cittadini della Lituania». Lo ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev in visita alla regione, citato dall’Ansa. L’ambasciatore Ue a Mosca Markus Ederer, uscito da un incontro con i vice ministri degli esteri russi Alexander Grushko e Andrei Rudenko, ha dichiarato: «Mi sono appellato alla Russia chiedendo di mantenere la calma e di non peggiorare la situazione», ma ha ribadito che quello della Lituania non è un blocco generale dei trasporti: «Il transito di persone e beni non sanzionati prosegue regolarmente». Dopo il colloquio, il ministero degli esteri russo ha pubblicato una nota nella quale informa che: «Abbiamo richiesto l’immediata rimessa in moto dei regolari spostamenti da e verso Kaliningrad. Se la richiesta non verrà accolta, seguiranno rappresaglie».


Le reazioni arrivano dopo la decisione della Lituania di istituire un blocco del traffico ferroviario all’interno dei propri confini dei beni colpiti dalle sanzioni contro la Russia. La decisione ha isolato l’Oblast di Kaliningrad, un fazzoletto di terra parte della Russia e di importanza strategica per Mosca, incuneato tra Lituania e Polonia. Una delle vie che dalla Federazione contigua porta a Kaliningrad, infatti, passa proprio dalla più meridionale delle repubbliche baltiche. Il rischio è che si apra una crisi internazionale sulla regione russa circondata da Paesi Nato.


Le accuse del Cremlino

Mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di «un’azione illegale, apertamente ostile e provocatoria» che viola «gli obblighi legali internazionali della Lituania, in primo luogo la dichiarazione congiunta del 2002 della Federazione Russa e dell’Unione Europea sul transito tra la regione di Kaliningrad e il resto del territorio russo». Per questo Andrej Klimov, vicepresidente della Commissione Esteri del Consiglio federale russo ha dichiarato che Vilnius «mette in pericolo l’intero blocco politico-militare» Nato, e che Mosca adotterà «ogni mezzo» per risolvere il problema.

La difesa della Lituania e dell’Ue

Dal canto suo, la Lituania dichiara di aver semplicemente applicato le sanzioni, che il presidente del Consiglio aveva avvertito avrebbero mostrato i loro effetti più duri nel corso dell’estate. Il ministro degli esteri di Vilnius Gabriellius Landsbergis ha dichiarato: «Abbiamo applicato le sanzioni decise dalla Ue, dopo esserci consultati consultati con la Commissione di Bruxelles». Gli ha fatto eco l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell: «Il collegamento di terra non è stato bloccato: i passeggeri e beni che non sono sanzionati continuano a transitare. La Lituania non ha preso nessuna decisione unilaterale, applica solo le sanzioni». Borrell si è però detto preoccupato di una potenziale rappresaglia russa.

La tensione nell’exclave: l’unico porto russo che non ghiaccia d’inverno

La posizione di Kaliningrad in Europa

Gli abitanti della regione – circa un milione – si sono riversati nei supermercati per timore di una carenza di forniture. Gli approvvigionamenti, però, almeno durante l’estate possono proseguire via mare dal porto di San Pietroburgo. Ad ogni modo, la tensione cresce in un territorio già teatro di prove di forza nel corso del conflitto in Ucraina. Già ad aprile il Cremlino aveva diffuso una grafica della gittata dei nuovi missili Sarmat sul canale televisivo Russia 1. Da Kaliningrad ci metterebbero «106 secondi per colpire Berlino, 200 secondi per Parigi, 202 secondi per Londra».

Nell’exclave russa sul Mar Baltico, inoltre, dal 2018 sono presenti i missili Iskanaer, equipaggiabili con testate nucleari. Il porto della città che diede i natali al filosofo Immanuel Kant assieme a quello di Baltijd, nello stesso oblast, è l’unico tra i porti occidentali russi che non ghiaccia d’inverno e vi è stanziata una nutrita flotta militare. Isolandolo, la Nato, ora forte delle adesioni di Svezia e Finlandia, potrebbe togliere un importante punto di approdo alla Federazione. La regione di Kaliningrad fu ceduta all’Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale. In precedenza era tedesca, e la sua capitale era chiamata Königsberg.

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