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Serie tv, «La Rai oscura episodio con ragazza transgender». L’azienda ribatte: «Ritardi tecnici». E pubblica la puntata

Sui social era stata denunciata la mancanza della 12esima puntata della stagione 14 di «Grani di pepe», una puntata con al centro un messaggio contro la transfobia

La Rai al centro di un’accusa di censura sul fronte Lgbtqia+. L’oggetto delle polemiche è una serie tv per ragazzi, Grani di pepe. Andata in onda nel 2017 in Germania e arrivata tra maggio e giugno 2022 in Italia su Rai Gulp e Raiplay, la 14esima stagione della serie ha subito una defezione: la 12esima puntata fino a ieri era l’unica non presente sul sito di Rayplay. Il motivo della sparizione? «La Rai sta censurando una serie per ragazzi per via di un personaggio transgender», hanno denunciato sui social Alessia Busani, studentessa e attivista di Volt 22enne di Reggio Emilia e Raffaele Di Filippo, anche lui studente 26enne e grande fan della serie. «Solo un ritardo tecnico», aveva ribattuto l’azienda pubblica a richiesta di spiegazioni.


Di cosa parla la puntata

RAIPLAY | Alessia Busani / Screenshot della mancanza della puntata 12 su Raiplay

Grani di pepe ha come protagonisti un gruppo di ragazzini che risolvono alcuni piccoli casi di criminalità, dallo spaccio di droga a casi di razzismo e xenofobia. L’episodio oscurato tratta di una ragazza transgender, Nicki, che viene bullizzata a scuola a causa della sua identità di genere. A causa di questo ha cambiato più volte istituito scoalstico, fino ad arrivare in quello in cui ci sono i Grani di pepe. Arrivata qui, però, qualcuno conosce il suo «segreto» e torna così ad essere ricattata e vittima di bullismo. Ma il piccolo gruppo di detective la aiuterà a difendersi e denunceranno ogni manifestazione transfobica degli altri compagni.


La denuncia sui social: «Sospetta transfobia»

Raffaele di Filippo, che cura la pagina Wikipedia di Grani di pepe, segue la serie la diversi anni e la puntata in questione l’aveva già vista gli anni scorsi in lingua originale in Germania. È rimasto interdetto quando si è accorto che nella versione italiana mancava la puntata cruciale della serie, la 12esima, che ha al centro un messaggio contro la transfobia. Ha così deciso di scrivere alla Rai per chiedere spiegazioni a riguardo, e la risposta che ha ricevuto è stata: «Abbiamo avuto problemi tecnici, ci scusiamo per il disagio». Nelle settimane successive, non vedendo la pubblicazione della puntata, Raffaele è tornato a bussare alla Rai, ma anche questa volta ha ricevuto la medesima risposta. Inoltre, spiega Raffaele a Open, «la Rai aveva annunciato di esser stata nominata agli International Emmy Kids Awards, un premio internazionale importante in ambito di programmazione televisiva, per la 14esima stagione della serie, ma in realtà la nomina originale era solo per la 12esima puntata, proprio quella che la Rai ha censurato».

La replica della Rai:

«È stato solo un polverone, non c’è stata alcuna censura», replica a Open la Rai. «Abbiamo già pubblicato diversi contenuti su Raiplay che trattano questioni relative all’identità di genere, non c’è stata alcuna opposizione in merito». Il motivo del ritardo, secondo quanto riferiscono da viale Mazzini, sarebbe stato un problema di traduzione dal tedesco all’italiano che in quella puntata necessitava di più tempo a causa del tema «delicato» in oggetto. A distanza di poche ore dalle polemiche la puntata in questione è stata pubblicata ieri sul sito di Raiplay.

«Nella traduzione italiana si fatica a dire transgender»

Non è la prima volta che la Rai è al centro dell’accusa di censura da parte della comunità Lgbtqia+. Era già successo con lo scandalo di Fedez del primo maggio e con i tagli alle scene di sesso omosessuale ne Le regole del delitto perfetto. «Una celerità di pubblicazione che fa sorridere dopo che noi abbiamo passato 3 settimane a segnalare la cosa alla Rai», commenta a Open Alessia Busani, che continua a essere critica con l’azienda italiana, a partire dalla scelta del titolo: la puntata originale è intitolata È perché sono una ragazza, mentre in Italia è stata tradotta con Un nuovo arrivo. «Non si tratta di una frase sbagliata o fuorviante, ma è un peccato che un episodio che in lingua originale andava a sottolineare l’identità del personaggio, che affronta le difficoltà di determinare la propria identità di genere, perda questi elementi».

Inoltre – puntualizza Alessia – «la parola transgender viene nominata solo 1 volta, nei caso in cui era inevitabile farlo, contro le 4 della puntata originale, mentre in molte altre parti è stata omessa e tradotta con altri termini. In particolare nell’ultima scena c’è il bullo di Nicki che si scusa con lei e lo fa dicendo: «Scusa, non pensavo esistessero queste cose». Nicki nell’episodio originale risponde: «Queste cose si chiamano transgender», mentre in italiano è stata tradotta con «Queste cose si chiamano persone». Una differenza non da poco: «È proprio la pronuncia ad alta voce della parola transgender – spiega – che aiuta a rompere il tabù, invece nell’episodio italiano sembra che si faccia fatica a dirla».

Foto di copertina: Rai.it

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