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Adinolfi indignato dal logo del Giubileo: «Ma cos’è un Gay Pride?». Qual è il significato secondo il Vaticano

Prima della reazione del leader del Popolo della Famiglia, era stato il cardinale Fisichella a illustrare quali fossero i principi che avevano portato alla scelta del simbolo del prossimo Giubileo

«Ma, porca pupazza, è il Giubileo o un Gay Pride? Proprio l’arcobaleno dovevano scegliere nel logo?», scrive Mario Adinolfi de Il popolo della famiglia sul suo account Instagram pubblicando il simbolo del prossimo Giubileo del 2025, ideato da Giacomo Trevisani e rivelato da poco. Si tratta di un’immagine con quattro omini stilizzati, ognuno con un colore diverso. Prima di arrivare a questo c’era stato un concorso internazionale in cui hanno partecipato studenti, istituti religiosi, grafici e artisti. Le proposte arrivate erano 294 da 213 città e 48 Paesi diversi. «Pellegrini di speranza» sarà il motto dell’evento che vedrà la partecipazione di Papa Francesco, il quale aveva già guidato quello del 2015.


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Nonostante le recenti aperture della chiesa al mondo Lgbt+, il colore dei personaggi non fa riferimento alla bandiera arcobaleno e a raccontarne il vero significato è arrivato il monsignor Rino Fisichella, durante la presentazione in Vaticano del logo. Le 4 figure rappresentano l’umanità che proviene dai 4 angoli della terra e si abbracciano tra loro per simboleggiare la solidarietà e la fratellanza tra i popoli. Ad aprire la fila ce n’è uno che aggrappa una croce, simbolo della fede e della speranza in Dio. A muoverli sono le onde, che simboleggiano il pellegrinaggio della vita, non sempre calmo. Il rosso è l’amore e la condivisione, il giallo/arancio è il calore umano, il verde la pace, l’azzurro la sicurezza e la protezione e il nero della croce è l’autorevolezza e l’introspezione. Infine, il logo vuole lanciare un messaggio di fratellanza sottolineando che il pellegrinaggio non è un percorso individuale ma comunitario e dinamico.

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