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Dalle sagre all’esame sul presepe fino alla gastronomia: i 1500 emendamenti della Lega per fermare lo Ius Scholae

Molti firmati dal relatore di minoranza Igor Iezzi: «Le sagre non sono meno importanti della Scala di Milano»

«Faremo di tutto per evitare che l’attuale legge sulla cittadinanza italiana venga stravolta da questo scempio». Sono le parole di Igor Iezzi, capogruppo della Lega e relatore di minoranza del disegno di legge sullo Ius scholae, che pre-annunciavano la strategia attuata dal Carroccio per impedire l’approvazione del ddl. Una cascata di 1.500 emendamenti provocatori presentati a Montecitorio, di cui molti portano la sua firma e rasentano il ridicolo. Tra questi, racconta oggi La Stampa in un articolo a firma di Francesco Moscatelli, c’è la «perfetta conoscenza degli usi e costumi italiani mediante prova orale sulle tradizioni popolari più rinomate», un test scritto di lingua italiana sul presepe nel nostro Paese, «l’attestazione della conoscenza degli usi e costumi italiani con prova orale sulle sagre tipiche italiane», così come un colloquio sulle festività regionali e uno scritto sulle ricorrenze del calendario. Altri richiedono conoscenze sui prodotti tipici della gastronomia italiana, della musica del Belpaese, ma anche specifiche nozioni di geografia dell’Italia.


«Le sagre non sono meno importanti della Scala di Milano»

Mentre qualcuno potrebbe avanzare l’obiezione secondo cui forse neanche molti degli italiani e degli stessi deputati saprebbero rispondere a queste nozioni, Iezzi confessa che si tratta di emendamenti «provocatori e ostruzionistici». A suo avviso, lo Ius scholae è un provvedimento «inutile e dannoso» e la legge «andrebbe riformata in senso restrittivo». Queste le dichiarazioni attuali, ma che arrivano invece dopo che ha tentato di difendere seriamente gli emendamenti del Carroccio contro il ddl. «Le sagre non sono meno importanti della Scala di Milano», ha risposto Iezzi al Pd che lo accusava di presa in giro. «Le sagre non sono cultura di serie B, per tanta gente sono un momento importante della vita. È vergognoso questo atteggiamento per cui tutto ciò che è popolare è ridicolo, la sinistra delle Ztl e dei salottini si è ridotta a prendere in giro il popolo».


Anche gli studenti nel mirino del Carroccio

Una battaglia a chi prende più in giro i cittadini, mentre quasi un milione e mezzo di studenti stranieri che studiano in Italia attendono da anni l’esito positivo di questo legge, subendone quotidianamente gli effetti della sua mancanza. Ma, nel frattempo, nel mirino della ‘sagra dell’emendamento’ ci sono finiti anche loro. Secondo alcuni emendamenti, il ragazzo può accedere alla cittadinanza se non ha mai commesso bullismo o violenze durante l’orario scolastico, se è uscito dalle media almeno con l’8 e con 90/100 dalle superiori. Tra le proposte del ddl sullo Ius scholae c’è anche il fatto che basti uno dei due genitori a chiedere la cittadinanza per il minore. Una sorta di automatismo contestato dalla Lega: «Il Pd dice che questa norma è pensata per permettere a una madre di aggirare la volontà di un padre padrone, che ha quella cultura. Ma se la madre lo fa di nascosto poi finisce sgozzata lei e il figlio. L’integrazione si fa con la gente sgozzata?», ha obiettato Iezzi con l’ennesima fallacia. 

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