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Daphne Caruana Galizia, l’uomo accusato dell’omicidio confessa alla Reuters: «L’ho uccisa per 150 mila euro»

L’ammissione di George Degiorgio dal carcere: «Per me erano solo affari»

L’uomo accusato di avere fatto esplodere l’autobomba che ha ucciso Daphne Caruana Galizia ha confessato l’omicidio in un’intervista rilasciata alla Reuters. George Degiorgio si trova attualmente in carcere ed è accusato insieme ad altre due persone – suo fratello Alfred e Vince Muscat – dell’omicidio della giornalista maltese, avvenuto nel 2017. «Per me erano solo affari», ha detto al giornalista Stephen Grey, spiegando di essere stato pagato 150 mila euro e dicendosi dispiaciuto. L’ammissione arriva dopo diversi tentativi da parte degli avvocati di Degiorgio di ottenere la grazia in cambio della testimonianza sul suo ruolo nell’omicidio e su altri presunti crimini che coinvolgerebbero figure di spicco di Malta.


La condanna a Muscat e il presunto mandante

Degiorgio ha detto che altre persone sarebbero coinvolte nell’omicidio e in un precedente tentativo – poi non portato a termine – di uccidere la giornalista. Interpellate dalla Reuters, le persone citate da Degiorgio hanno negato qualsiasi coinvolgimento. Finora, entrambi i fratelli Degiorgio avevano negato il coinvolgimento nell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. Muscat, invece, si è dichiarato colpevole nel 2020 ed è stato condannato a una pena detentiva ridotta di 15 anni in cambio della testimonianza su questo caso e su altri crimini. Uno degli uomini d’affari più ricchi dell’isola, Yorgen Fenech, è stato accusato nel novembre 2019 di aver incaricato Degiorgio e i suoi due complici dell’omicidio. Fenech ha negato l’accusa ma non ha ancora presentato le sue difese.


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