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Sri Lanka, continua l’occupazione della residenza del presidente: «Restiamo finché non se ne va davvero»

Al momento Gotabaya Rajapaksa, che ieri è riuscito a fuggire poco prima dell’assalto, si trova nelle acque meridionali dell’isola

Continua l’occupazione della residenza del presidente dello Sri Lanka. L’assalto iniziato ieri, 9 luglio, ha portato Gotabaya Rajapaksa ad annunciare le dimissioni che presenterà mercoledì 13 luglio. Continuano a entrare persone nell’edificio che da ieri ha gran parte delle stanze sottosopra. Il leader degli studenti Lahiru Weerasekara ha fatto sapere che la loro battaglia è appena iniziata e che non rinunceranno a questa lotta «finché (il presidente) non se ne andrà davvero». Nella giornata di oggi molti tra i manifestanti hanno fatto la fila per sedersi almeno una volta sulla sedia del presidente che si trova al piano superiore. Un gesto simbolico, tanto quanto la scelta di assaltare quell’edificio, simbolo dell’autorità statale da oltre 200 anni. Al piano terra invece si trova il grande pianoforte a coda del presidente con cui bambini e adulti hanno giocato e suonato canzoni provocatorie.


Sri Sumeda, monaco che ha raggiunto il palazzo dopo 50 chilometri di strada, ha evidenziato la distanza tra politica e cittadini: «Quando i governanti vivono in un tale lusso, non hanno idea di come se la cavino i comuni cittadini». Poi, ha aggiunto che tutto questo è la dimostrazione di cosa siano in grado di fare le persone quando «decidono di esercitare il loro potere». La polizia da ieri sta tentando di bloccare la folla con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, ma al momento non c’è alcuna intenzione tra i manifestanti di abbandonare la struttura. Al momento, il presidente, che ieri è riuscito a fuggire poco prima dell’assalto, si trova nelle acque meridionali dell’isola.


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