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No, la Nasa non ha ammesso che il cambiamento climatico «non si verifica a causa dei combustibili fossili»

I cicli orbitali di Milanković hanno effettivamente un impatto sul clima, ma minuscolo rispetto a quello umano

Negli ultimi giorni è andato virale su Facebook un articolo del 2019 apparso sul sito Attività Solare dal titolo: «La Nasa ammette: Il cambiamento climatico si verifica a causa dei cambiamenti nell’orbita solare terrestre e non a causa dei combustibili fossili». Nonostante le numerosissime condivisioni, il pezzo di Enzo Ragusa non trae le sue conclusioni sulla base del fondamento scientifico che cita, e, soprattutto, titola l’opposto del vero. Vediamo perché.

Per chi ha fretta:

  • Alcuni fenomeni descritti nel pezzo – i cicli orbitali di Milanković – esistono davvero, ma non hanno un’influenza significativa sul clima a breve termine (centinaia d’anni).
  • La Nasa non ha mai «ammesso» che lo fossero, anzi, lo ha smentito chiaramente.

Analisi

Negli screenshot qui sotto si può vedere quanto diffuso sia l’articolo su Facebook.

Di seguito lo screenshot di uno dei post che condivide la bufala. In questo caso, la fonte è un messaggio sul Telegram. Nel messaggio si legge: «La Nasa ammette che il cambiamento climatico si verifica a causa dei cambiamenti nell’orbita solare terrestre ,non a causa dei SUV e dei combustibili fossili».

L’articolo di Attività Solare

Digitando le parole chiave su Google è possibile risalire all’articolo che viene ripreso nei post. Aprendolo si legge:

«Correva l’anno 1958, per essere precisi, quando la NASA osservò per la prima volta che i cambiamenti nell’orbita solare della terra, insieme alle alterazioni dell’inclinazione assiale della terra, sono entrambi responsabili di ciò che gli scienziati del clima oggi hanno soprannominato “riscaldamento” (o “raffreddamento”, a seconda della loro agenda). In nessun modo, o forma, gli esseri umani riscaldano o raffreddano il pianeta guidando SUV o mangiando carne di manzo, in altre parole».

E successivamente:

«La verità, tuttavia, è molto più in linea con quanto proposto dall’astrofisico serbo Milutin Milanković, da cui prende il nome la teoria del clima di Milanković, su come le variazioni stagionali e latitudinali della radiazione solare che colpiscono la terra in modi diversi e in tempi diversi, hanno il maggiore impatto sui cambiamenti climatici della Terra».

Il fattore più importante del cambiamento climatico è il sole

Fino ad arrivare al nocciolo della questione: «Il fattore più importante che influenza i modelli meteorologici e climatici sulla terra è il sole, punto». Questa conclusione, su cui poi si basa il fuorviante titolo del pezzo, viene raggiunta nonostante all’interno dell’articolo sia presente una precisazione importante, ma convenientemente ignorata nella sostanza. «Le variazioni orbitali» – si legge in un blocco citazione in evidenza – «rimangono il meccanismo più approfondito del cambiamento climatico su scale temporali di decine di migliaia di anni e sono di gran lunga il caso più chiaro di un effetto diretto del cambiamento dell’insolazione sulla bassa atmosfera della Terra».

Questo passaggio è una traduzione diretta di un capoverso della pagina del sito web della Nasa dedicata al lavoro dell’astronomo serbo Milutin Milanković. Ed è proprio la scala temporale a fare la differenza in questo caso.

La scala temporale, ovvero perché i cicli di Milanković non c’entrano col riscaldamento globale

A spiegarlo è la stessa Nasa, un articolo del 2020 dal titolo Why Milankovitch (Orbital) Cycles Can’t Explain Earth’s Current Warming (Perché i cicli orbitali di Milanković non posso spiegare l’attuale riscaldamento della Terra).

Cosa sono i cicli di Milanković

Nel pezzo si apprende che i cicli di Milanković sono delle fluttuazioni della posizione della terra, sia rispetto a sé stessa che rispetto al sole che, nel corso di decine di migliaia di anni, influenzano la quantità di radiazione solare che raggiunge il pianeta, e quindi la sua temperatura. I movimenti sono tre: una modifica dell’ellittica dell’orbita intorno al sole, una rotazione dell’asse orbitale della Terra rispetto a quello verticale, e una variazione dell’angolo di inclinazione tra i due assi. Nel video della Nasa qui sotto è possibile capire la dinamica di ciascun movimento.

Qual è il loro impatto sul clima?

Questi movimenti hanno un impatto sul clima della Terra, ma, come spiega la Nasa, si tratta si appena «1/50 dell’aumento di temperatura dovuto all’uso di combustibili fossili dal 1750», poiché i cicli di Milanković si sviluppano nell’arco di decine di migliaia di anni, mentre il riscaldamento globale attuale è avvenuto nel giro di secoli, se non decenni. Nell’articolo viene anche spiegato che «gli scienziati possono affermare con un alto grado di sicurezza che l’anidride carbonica [nell’atmosfera] è per lo più generata dalle attività umane, dato che il carbonio ottenuto bruciando combustibili fossili lascia una un’impronta distinta che gli strumenti sono in grado di misurare».

La conclusione è che «ogni effetto dei cicli di Milanković sul clima viene sovrastato quando le attività umane portano la concentrazione di anidride carbonica oltre le 350 parti per milione (ppm) [mentre scriviamo questo articolo, il dato si attesta a 419 parti per milione, ndr]».

La certezza dell’Ipcc

All’articolo della Nasa, nel 2021 si sono sommate quelle dell’Ipcc, il maggior foro scientifico climatico mondiale, che dopo decenni di studi ha sentenziato che il riscaldamento globale in corso dal 1850 ad oggi è «inequivocabilmente» opera umana.

Conclusioni

Un vero fenomeno astronomico, quello dei cicli orbitali di Milanković, viene additato come la principale causa del cambiamento climatico. Tuttavia, sebbene abbia effettivamente un effetto sul clima terrestre, l’impatto del fenomeno è minuscolo se comparato a quello delle attività umane.

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