Nasa


Cos’è la Nasa

La National aeronautics and space administration (Nasa) è l’Agenzia spaziale degli Stati Uniti. Nasce nell’ottobre del 1958 con l’intento di tenere testa al progresso tecnologico portato avanti dall’Unione sovietica nel campo dell’esplorazione spaziale.

Al di là degli interessi politici che hanno portato alla sua creazione, le sue imprese hanno permesso di dare una notevole spinta al progresso tecnico e scientifico anche oltre il campo spaziale, portando a innovazioni che fanno parte della vita di tutti i giorni.

Le origini

Il 1° ottobre 1958 cominciano ufficialmente i lavori della Nasa, dopo il via libera di diversi istituti governativi americani, tra cui il Comitato consultivo nazionale per l’aeronautica (Naca). Il gap tecnologico rispetto ai rivali Sovietici era ancora molto ampio: solo un anno prima i russi avevano lanciato il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1; tre anni dopo il pilota e collaudatore Jurij Gagarin sarà il primo uomo a viaggiare nel Cosmo.

La Nasa si trova nella situazione di dover imparare tutto dal principio e con l’intenzione di accelerare così tanto da superare i Sovietici nell’esplorazione spaziale. Se questo non bastasse nel 1962 il presidente J. F. Kennedy pronunciò lo storico discorso in cui annunciò che gli americani avrebbero raggiunto la Luna.

Missioni storiche

Mercury

Dal 1958 al 1963 con le sue sei missioni con astronauti a bordo, il progetto Mercury doveva verificare la possibilità di mandare in orbita degli astronauti, assicurarsi che potessero compiere delle operazioni durante il viaggio e riuscire a riportare a Terra i veicoli spaziali in sicurezza.

Gemini

Dal 1961 al 1966 viene condotto il progetto Gemini coi suoi 12 lanci, di cui due con equipaggi composti da astronauti in coppia. Lo scopo delle missioni è quello di addestrare degli astronauti alla sopravvivenza nello Spazio con gli appositi equipaggiamenti, per la durata di due settimane. Inoltre, per poter passare alle missioni successive fino alla Luna, era necessario testare la possibilità di intercettare un modulo in orbita agganciandolo in sicurezza: rispettivamente le operazioni di rendezvous e docking.

Missioni Apollo

Dal 1969 al 1972 vengono condotte 17 missioni Apollo. Dopo il triste esordio dell’Apollo 1 il cui equipaggio muore bruciato vivo durante un test, solo a partire da Apollo 7 si torneranno a mandare nello Spazio degli astronauti.

Apollo 8 sarà la prima missione umana a raggiungere la Luna, limitandosi a girarle attorno. Sarà proprio durante questa missione che verrà scattata la foto della Terra che sorge dall’orizzonte lunare.

Con Apollo 11 Neil Armstrong sarà il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare il 16 luglio 1969, realizzando con anticipo quanto aveva promesso Kennedy nel celebre discorso di sette anni prima.

Fatta eccezione per Apollo 13 che a seguito di un guasto sarà costretta a fare ritorno sulla Terra, le altre quattro missioni portano nuovi astronauti, raccogliendo campioni del suolo e analisi scientifiche di diverso tipo, viene inoltre utilizzato il rover per coprire tragitti più lunghi.

Skylab

In orbita dal 1973 al 1979, la prima Stazione spaziale americana venne occupata dagli astronauti per 24 settimane, dal maggio 1973 al febbraio 1974.

Apollo-Soyuz

Nel luglio del 1975 americani e sovietici uniscono le forze per realizzare il primo test internazionale dei sistemi di rendezvous e docking allo scopo di mettere a punto varie procedure di soccorso spaziale e inaugurare future missioni congiunte con equipaggio.

Space Shuttle

Dal 1981 al 2011 vennero organizzate 135 missioni. Gli Shuttle erano composti da un veicolo orbitale dotato di ali in grado di planare durante il rientro a Terra, questo veniva mandato in orbita grazie a due grandi razzi laterali alimentati da un serbatoio centrale che veniva sganciato poco prima dell’ingresso in orbita.

Le missioni sono state concepite per il recupero di buona parte dei suoi componenti. Durante la sua storia lo Shuttle partecipò in particolar modo alla costruzione e manutenzione della Stazione spaziale internazionale (Iss).

Durante due incidenti in missione (Challenger nel 1986 e Columbia nel 2003) persero la vita 14 astronauti. Dopo la chiusura delle missioni Shuttle la Nasa si è avvalsa delle Soyuz dei russi per portare in orbita gli equipaggi.

Principali scoperte

Di tutte le innovazioni tecnologiche acquisite dall’Agenzia nel corso del suo operato viene tenuto un ricco catalogo aggiornato ogni anno (Nasa Spinoff). Ad esempio, dalla prima trivella utilizzata sulla Luna si è arrivati ai dispositivi senza fili con batterie ricaricabili. Dalla tecnologia Cmos utilizzata per la fotografia astronomica si è arrivati alle fotocamere Hd dei nostri cellulari e alle GoPro.

Sono tantissime anche le scoperte nell’ambito dell’esplorazione spaziale. Grazie alla sonda Kepler sono oltre 3900 gli esopianeti scoperti fino a oggi, come riporta il Nasa exoplanet archive, una piccola parte di questi sono stati definiti «gemelli» della Terra.

Una delle più recenti maggiori scoperte riguarda quello che sembra essere un lago sotto la calotta del Polo Sud di Marte, lungo circa 20 chilometri. Altre ricerche sono state condotte con Curiosity sui letti di antichi laghi marziani, testimonianza della presenza di acqua sul pianeta in un lontano passato.

Con la sonda spaziale New Horizons la Nasa ha potuto invece studiare quelli che si ritiene essere dei veri e propri vulcani di ghiaccio sulla superficie di Plutone.

Le prossime missioni

International space station (Iss)

La Nasa ha dato un contributo notevole all’assemblaggio della Stazione spaziale internazionale. Uno sforzo che ha coinvolto cinque agenzie spaziali, per un totale di 15 nazioni. Dal 1998 ci sono voluti dieci anni e 30 missioni per ultimarla.

Si tratta della Stazione spaziale più grande mai costruita, con equipaggi che vede astronauti di diverse nazionalità. Il primo europeo a bordo è stato Umberto Guidoni nel 2001.

Nella Stazione si svolgono continuamente esperimenti di vario tipo, date anche le particolari condizioni che si hanno nello Spazio, inoltre è possibile studiare le conseguenze delle lunghe permanenze in assenza di peso, come quello svolto con gli astronauti gemelli Scott e Mark Kelly.

Hubble space telescope

In orbita dal 1990 il telescopio spaziale Hubble è frutto della collaborazione con l’Esa e con lo Space Telescope Science Institute (STScI). Da quasi 20 anni ha osservato lo Spazio profondo fornendoci immagini sensazionali altrimenti impossibili da ottenere sulla Terra.

Curiosity

Il rover è stato progettato per esplorare il cratere marziano di Gale. Lanciato nel novembre 2011 nell’ambito della missione Mars Science Laboratory (Msl), raggiunge il Pianeta rosso nell’agosto 2012.

Tra i suoi obiettivi quello di raccogliere dati sul clima e sulla geologia di Marte. Ancor più importante, Curiosity ha avuto il compito di verificare se all’interno di Gale ci fossero state le condizioni ideali per la vita microbica.

Parker solar probe

Lanciato nel 2018, si tratta di un veicolo spaziale robotizzato con lo scopo di analizzare la corona esterna del Sole. Solar probe è la prima missione della Nasa dedicata a un personaggio ancora in vita: il fisico Eugene Parker. Il 29 ottobre 2018 è divenuto il veicolo spaziale più vicino al Sole di sempre.

Osiris-Rex

Con questa missione lanciata nel settembre 2016 è stato raggiunto l’asteroide Bennu nel dicembre 2018. Si tratta di un corpo celeste estremamente antico che potrebbe offrire informazioni molto interessanti sull’origine della vita.

Juno

Gestito dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa e costruito dalla Lockheed Martin, la sonda Juno è entrata nell’orbita di Giove nel 2016, da allora continua a mandarci informazioni importanti sul gigante gassoso.

InSight

Operativo su Marte dal novembre 2018, il lander della Nasa dotato di un sismometro dovrà raccogliere dati sulle viscere del pianeta, al fine di studiare come mai il suo campo magnetico non è potente come quello terrestre.

Commercial crew

Si tratta del programma che apre la Nasa alle compagnie private, come Space X, Blue Origin e Boeing. Tra i principali obiettivi, oltre a quello di tornare sulla Luna, anche quello di raccogliere finanziamenti tramite il turismo spaziale, concedendo alle persone comuni l’esperienza di un volo suborbitale. Si parla anche di visite sulla Stazione spaziale internazionale.

James Webb space telescope

Per quanto unico nel suo genere, Hubble andrà presto in pensione venendo sostituito dal James Webb Space Telescope (Jwst). Frutto della collaborazione di Nasa, Esa, STScI e Canadian space agency (Csa), rispetto al suo predecessore avrà una sensibilità notevolmente più alta, permettendoci di ottenere osservazioni più accurate nei campi dell’astronomia e della cosmologia.

Dopo i primi sviluppi risalenti al 1996 il primo lancio del progetto subirà diversi ritardi. Dopo un ultimo fallimento risalente al 2018, dovuto a un guasto, il lancio è stato ulteriormente rimandato al marzo 2021.

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