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Ancora una minaccia di Medvedev: «L’Ucraina può scomparire dalla mappa del mondo»

21 Luglio 2022 - 10:27 Redazione
epa09775894 Deputy chairman of the Russian Security Council Dmitry Medvedev speaks during a meeting with members of Russia's Security Council in the Kremlin in Moscow, Russia, 21 February 2022. The meeting focused on the issue of recognizing the independence of the self-proclaimed Donetsk and Lugansk People's republics.  EPA/ALEXEI NIKOLSKY / KREMLIN POOL / SPUTNIK MANDATORY CREDIT
L'ex primo ministro russo torna a parlare degli errori di Kiev e dell'Occidente. E delle possibili conseguenze
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«Come risultato di tutto ciò che sta accadendo, l’Ucraina potrebbe perdere i resti della sua sovranità statale e scomparire dalla mappa del mondo». Sono queste le parole scritte in un lungo post sul suo canale Telegram dall’ex primo ministro russo Dmitry Medvedev, oggi vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa. Il messaggio è diviso in punti ed è intitolato «I loro peccati (che non sono colpa della Russia)». Tra questi, vengono citati anche «il fatto che l’Europa e gli Stati Uniti hanno la più alta inflazione sul cibo da decenni», e che sempre Ue e Usa «hanno perso milioni di investimenti nell’economia russa». C’è anche un riferimento a Joe Biden: «Gli americani hanno eletto a loro presidente uno strano nonno con la demenza».

Sono presenti riferimenti anche alla Nato che «continua, contrariamente alle logiche del buon senso ad avvicinarsi ai confini russi scatenando una vera minaccia di conflitto mondiale e della morta di una parte consistente dell’umanità». L’Ucraina è anche accusata di aver «perso la propria indipendenza statale per poi finire sotto il controllo diretto dell’Occidente», commettendo il peccato di «credere che la Nato avrebbe assicurato la sua sicurezza». Non è la prima volta che l’ex primo ministro accenna a eventi catastrofici di questo tipo: già lo scorso 17 luglio aveva detto che se l’Ucraina avesse tentato di riprendere la Crimea si sarebbe scatenata «la fine del mondo».

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