Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

«Gli ho dato una brioche l’ultima volta che ci siamo visti: Italia non lasciarmi sola», l’appello della moglie dell’ambulante ucciso a Civitanova – Il video

«Voglio solo giustizia per mio marito» ha detto Charity Oriachi, nel corso della protesta della comunità nigeriana davanti al Comune

«Prendo una brioche»: è una delle ultime cose che Charity Oriachi ha potuto dire a suo marito Alika Ogorchukwu, prima che il cittadino nigeriano venisse brutalmente ucciso lungo il corso di Civitanova Marche. Lo racconta lei stessa, oggi, nel corso della protesta della comunità nigeriana davanti al Comune della città. Un ultimo gesto d’amore: comprare la colazione a suo marito e assicurarsi che la mangiasse. La donna lavora come addetta alle pulizie, mentre Ogorchukwu era un venditore ambulante di accendini e fazzoletti. Si erano salutati la mattina del tragico incidente, alla stazione di San Severino Marche, prima che l’uomo partisse in direzione della costa. In un video raccolto dall’agenzia Ansa, la donna in lacrime ha lanciato un appello: «Voglio solo giustizia, Italia non lasciarmi sola». Non sapevano che sarebbe stato il loro ultimo incontro: la sera del 29 luglio, Ogorchukwu è stato ucciso dal 32enne salernitano Filippo Ferlazzo. L’uomo l’ha colpito con la sua stessa stampella, di cui aveva bisogno per camminare in seguito a un incidente stradale, l’ha fatto cadere a terra e poi l’ha picchiato «a mani nude fino alla morte».


Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

«Voglio guardare quell’uomo negli occhi e chiedergli perché l’ha fatto. Perché ha ucciso mio marito», aveva chiesto ieri Charity Oriachi. La donna adesso dovrà crescere da sola il loro figlio, un bambino di 8 anni. La coppia abitava a San Severino, piccolo comune di Civitanova, da circa dieci anni. «La città è sgomenta – ha commentato la sindaca di San Severino, Rosa Piermattei – Alika era una brava persona, perfettamente integrata nella nostra comunità. A volte chiedeva un aiuto, un po’ di attenzione, non ha mai dato problemi, né ai nostri concittadini né alla polizia locale». «Ora voglio solo giustizia per mio marito», ha concluso Charity Oriachi, piangendo.

Video di copertina: Ansa

Continua a leggere su Open

Leggi anche: