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Milano, la resa dei trapper: 4 di loro confessano in lacrime al gip. Martedì è il turno di Simba La Rue

Ai primi interrogatori, alcuni dei 9 fermati sono crollati psicologicamente davanti al giudice

Sono cominciati ieri, 30 luglio, e proseguiranno fino a martedì, gli interrogatori di garanzia per i nove ventenni arrestati all’alba di venerdì 29 luglio dai carabinieri del comando provinciale di Milano nell’ambito della violenta faida che ha contrapposto negli ultimi mesi le due «bande» dei trapper Simba La Rue, tra gli arrestati, e Touché. I nove fermati, quattro italiani e cinque stranieri tra i 19 e i 25 anni, la maggior parte residenti nel lecchese, sono coinvolti a vario titolo nelle aggressioni ai danni del padovano Touché, al secolo Mohamed Amine Amagour, e del suo gruppo. Le accuse più gravi sono rivolte proprio al lecchese Simba (Mohamed Lamine Saida), che sarà interrogato martedì, a cui sono imputati i reati di sequestro di persona, lesioni e rapina.


Davanti al gip sono comparsi per ora la ventenne Sara Ben Salah, a cui gli inquirenti attribuiscono il ruolo di “esca” in diversi episodi di violenza, Marco Locatelli, 22 anni, Alan Christopher Momo, 23 anni, e Dago Fabio Carter, 25 anni. Tutti loro avrebbero ammesso le loro colpe, «crollando psicologicamente e cedendo alle lacrime», come riporta il Corriere della Sera. L’ordinanza del giudice, infatti, ha evidenziato la progressione criminale, ha cristallizzato le prove e riportato le ammissioni dei giovani nelle conversazioni intercettate sia al telefono che dalle cimici nascoste nelle loro macchine.


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