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Il lato oscuro del porno social. Cosa c’è dietro i “guadagni facili” di Onlyfans: «La pandemia ci ha aperto gli occhi» – Le interviste

Parlano tre creator della piattaforma dedicata ai contenuti espliciti. La nostra inchiesta tra veri guadagni e miti falsi

Un cuore bianco e un cuore azzurro. Sguardi che ammiccano alla fotocamera, emoji con le corna e trend rivisitati in chiave erotica. Non ci vuole molto in una serata passata su TikTok per trovare i video di creator che usano la piattaforma per promuovere il loro account OnlyFans. Alcuni hanno già un buon seguito e decidono di capitalizzarlo con i contenuti a pagamento, altri partono da pochi follower e diventano famosi cavalcando i trend. Il caso più recente è quello di Elisa Esposito, creator di contenuti erotici su OnlyFans diventata famosa come la prof del cörsivœ. Meravigliösœ. In tutta la narrazione che viene fatta su TikTok sembra che OnlyFans sia un modo per guadagnare molto e senza troppa fatica. Si trovano creator che si vantano di case acquistate in pochi mesi, che mostrano scarpiere degne di una cabina armadio di Mtv Cribs o che contano banconote da 100 euro nella migliore tradizione trap. Un video di una creator italiana aveva sollevato anche un discreto clamore quando si era messa a spiegare che gestire un account OnlyFans richiedeva più conoscenze di quelle necessarie per arrivare a una laurea. Ma è davvero tutto porno quello che luccica?


Come funziona OnlyFans

GOOGLE | Come sono aumentate le ricerche su OnlyFans dal 2020 a oggi

La bacheca principale di OnlyFans assomiglia a Twitter. Un rassicurante azzurro chiaro fa da collante alla rete di account. Tutto funziona con gli abbonamenti. Senza essere iscritti a un profilo non si può vedere nulla, giusto qualche anteprima. Nella bio viene specificato che tipo di contenuti si possono trovare: se porno esplicito, soft porno oppure semplicemente nudi o foto in costume. Dopo arrivano i prezzi. Ci sono varie strategie di marketing. Tendenzialmente viene proposto un abbonamento mensile, uno trimestrale e uno annuale, con conseguenti sconti sul costo. Ma ogni creator può scegliere come vendere i suoi contenuti. I prezzi? Dai quattro dollari in su ma la media si attesta sui dieci dollari al mese. Non potendo mostrare i contenuti dei creator in forma gratuita, OnlyFans non ha un sistema di ricerca o di scoperta. Gli utenti arrivano qui da altri social. È per questo che chi lavora su questo sito gestisce sempre due o tre piattaforme, almeno Instagram e TikTok ma spesso anche Telegram e Twitter. Una volta abbonato, l’utente può scrivere direttamente al creator per contrattare anche contenuti personalizzati come video o live cam. Questi prevedono un costo a parte che chiaramente varia in base agli utenti e al tipo di contenuto. Secondo i dati più recenti, che risalgono a ottobre 2021, OnlyFans avrebbe due milioni di content creator e 130 milioni di utenti. Se il trend in salita è continuato, è plausibile che adesso le cifre siano sensibilmente accresciute.


I problemi con i clienti: «In migliaia ci chiedono rapporti dal vivo»

A rendere il social così popolare ha sicuramente contribuito la pandemia da Coronavirus. Con l’isolamento, la necessità di instaurare legami interpersonali è diventata più forte. Il web, in questo contesto, ha offerto una piattaforma per potersi connettere con gli altri al riparo dal contagio, colmando il vuoto relazionale sentito da sempre più persone. Ma non tutti, tra loro, riescono a individuare il confine tra social vita reale. «Sono stata minacciata da alcuni dei miei iscritti», ha raccontato a Open Angelica, nome d’arte Peachmess, su OnlyFans dal marzo 2020. «Un dottore di Bari mi minacciò dicendo che se non avessimo fatto un incontro, lui avrebbe divulgato tutte le mie foto». Anche Vittoria e Matteo, che postano contenuti di coppia sotto lo pseudonimo di Shinratensei98, confermano che molti dei loro follower faticano a rispettare i confini del virtuale. «Riceviamo mille volte al giorno messaggi del tipo: ‘Posso avere un rapporto con te?’», riferiscono a Open. «Non riescono a concepire, a dividere l’idea tra ‘ragazza che fa video con il proprio ragazzo’ a ‘ragazza che fa la escort’», sbotta Vittoria.

Le denunce e la Polizia Postale

Secondo Bloomberg, «OnlyFans è stato celebrato per aver offerto ai sex workers un posto sicuro dove svolgere il proprio lavoro». Ma questo non ha impedito alcune derive indesiderate. Come racconta la sex worker australiana Tilly Lawless, per esempio, «OnlyFans non vuole essere ritenuto responsabile per le persone che sollecitano la prostituzione, quindi se fai un lavoro sessuale a servizio completo al di fuori di OnlyFans, indipendentemente dalla legalità, il tuo account può essere chiuso e i tuoi guadagni sequestrati». Un’inchiesta condotta dalla Bbc, tuttavia, racconta di come non sia raro, per i creator con meno follower, pubblicare annunci in cui offrono sesso completo, sfuggendo alle restrizioni della piattaforma. Secondo quanto confessato da alcuni moderatori del sito, «alcuni creatori offrono concorsi per incontrare e fare sesso con i fan, come modo per aumentare le loro tariffe». Richieste di questo tipo potrebbero provenire anche dagli stessi utenti, aggirando le linee guida com’è già successo nel caso di materiale pedopornografico. La Polizia Postale, interpellata da Open, ha dichiarato che non è possibile ipotizzare la dimensione del fenomeno in Italia.

Alle origini di OnlyFans: non doveva essere un sito porno

La storia di OnlyFans è simile a quella di Patreon. Lanciato nel 2016 nel Regno Unito dalla Fenix International Limited, questa piattaforma doveva essere solo un modo per i content creator di capitalizzare di più dai loro utenti, pubblicando su queste pagine dei contenuti a pagamento che non venivano caricati su social più tradizionali. Il modello di business era simile a quello di Patreon. Oltre alla stessa struttura, i due siti hanno condiviso però anche la stessa trasformazione. I contenuti più presenti su OnlyFans sono diventati quelli per adulti. Una delle prime è stata nel 2018 Megan Barton Hanson, concorrente inglese della quarta stagione di Love Island che dopo il successo ottenuto con il reality ha deciso di aprire un account OnlyFans. 15 sterline al mese per vedere in esclusiva le sue foto di nudo. Nell’agosto del 2021 lo stop: l’azienda aveva annunciato il ban dei contenuti espliciti. La scelta rispondeva alla volontà di ripulirsi l’immagine e l’archivio del sito, per attrarre nuovi investitori e tranquillizzare le banche che fornivano i metodi di pagamento. La decisione è stata ritirata dopo una settimana.

Telegram, dove si perdono i contenuti

Mery Liviero, 26 anni, è arrivata in televisione come concorrente di una delle ultime edizioni di Masterchef, talent show a tema cucina. Dopo aver partecipato alla trasmissione ha deciso di capitalizzare il suo pubblico aprendo un canale OnlyFans. L’obiettivo dichiarato era quello di guadagnare abbastanza per poi finanziare un canale di ricette su YouTube. Non tutto però è andato per il verso giusto: a giugno ha depositato una denuncia alla Polizia postale perché i suoi contenuti su OnlyFans sono finiti in un canale Telegram aperto al pubblico. Formalmente i contenuti pubblicati su OnlyFans sono coperti da copyright e quindi non possono essere divulgati su altre piattaforme senza il consenso di chi li ha creati. Meno formalmente, con la crescita di OnlyFans è nata una galassia di gruppi e canali Telegram in cui gli utenti si scambiano i contenuti rubati da diversi profili. La rete è vasta e a volte insieme alle immagini rubate ci sono anche quelle regalate da creator che invece vogliono sfruttare la popolarità di questi canali per aumentare i propri iscritti.

Quanto si guadagna

«Una volta si pagava per il porno professionale, e quello amatoriale lo trovavi gratis. Adesso il porno professionale è gratis e quello amatoriale a pagamento». Le parole di Vittoria e Matteo riassumono l’evoluzione che oggi permette loro di incassare fino a 50 mila euro al mese. Chiunque frequenti TikTok, d’altronde, non può far a meno di associare OnlyFans ai video del lusso sfoggiato dai creatori di contenuti piccanti. E dunque, le foto in mutande sarebbero la via più sicura verso ricchezze illimitate? Non proprio. Tanto per cominciare, tutti i creator sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. «Molte ragazze che ostentano guadagni astronomici, comunque sono partite con una fanbase già molto grande. Erano già molto conosciute, e magari hanno aperto OF quando c’era il boom, nel gennaio dell’anno scorso…», spiega Peachmess. «Attualmente, se tu provi a iscriverti e a raggiungere il loro successo, non ce la fai così facilmente», conclude. Tilly Lawless, sul Guardian, parla di un 2 per cento dei creator che riesce a navigare nell’oro, e di un 98 per cento che non ci si avvicina neanche lontanamente.

Un lavoro duro, ma qualcuno vuole pur farlo

Spesso, aggiungono Vittoria e Matteo, le cifre sfoggiate non tengono conto delle tasse. Un dettaglio da non sottovalutare, considerando che il solo OnlyFans applica una trattenuta del 20 per cento sui loro introiti. Spesso quindi le cifre ostentate su TikTok non raccontano tutta la verità. La piattaforma cinese è infatti una vetrina che potrebbe traghettare molti utenti sui profili interessati, se il video postato riuscisse ad andare virale. «Molte utenti dichiarano di guadagnare tantissimo per fare scalpore e attirare l’attenzione, ma nella quasi totalità dei casi non forniscono alcuna prova di quei guadagni». Guadagnare bene non è impossibile, ricorda Matteo, ma «è un lavoro e bisogna pensarci sempre bene. Una volta che pubblichi un video su Internet non torni più indietro. Sfondare in questo mondo è veramente difficile, e se ti va male poi rimani rovinato». Il riferimento è allo stigma che pervade il mondo del porno, che tutt’oggi preclude la possibilità di cambiare carriera con disinvoltura dopo un precedente di questo tipo. Ma di cambiare, Matteo e Vittoria non hanno alcuna intenzione: «Abbiamo sempre pensato che il nostro lavoro continuerà, anzi prenderà sempre più piede. Alla fine, quello che cerca la gente è il porno».

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