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L’Ucraina: «Mosca vuole collegare la centrale di Zaporizhzhia alla Crimea per tagliarci l’elettricità»

Energoatom: vogliono danneggiare le linee dell’impianto. Stanotte un bombardamento nella zona

Le forze russe che occupano la centrale nucleare di Zaporizhzhia nel sud-est dell’Ucraina si stanno preparando a collegare la centrale alla Crimea, annessa da Mosca nel 2014. E la stanno danneggiando riorientando la sua produzione di elettricità. Il loro piano è di «danneggiare tutte le linee della centrale nucleare e di togliere il collegamento al sistema elettrico ucraino», secondo l’operatore ucraino dell’energia atomica Energoatom. Ukrinform invece fa sapere che una donna è rimasta uccisa la scorsa notte durante un attacco russo alla periferia della centrale: «Si sa di un attacco all’insediamento di Kushuhum. Tre case sono state distrutte, altre 30 sono state danneggiate. Purtroppo una donna è stata uccisa», ha scritto su Telegram il sindaco della cittadina Anatoliy Kurtiev.


Il rischio Fukushima

Il presidente di Energoatom Petro Kotin ha detto alla tv ucraina che i militari russi dentro l’impianto nucleare di Zaporizhzhia stanno attuando il programma dell’operatore russo Rosatom. Per collegare la centrale alla rete elettrica della Crimea è necessario prima fermare le linee elettriche dell’impianto collegato al sistema energetico ucraino. Dal 7 al 9 agosto i russi hanno già interrotto tre linee elettriche. Al momento, l’impianto funziona con una sola linea di produzione. «Quando l’ultima linea di produzione viene disconnessa, l’impianto sarà alimentato da generatori a gasolio. Tutto dipenderà quindi dall’affidabilità dei generatori e dalle scorte di carburante». Ma «il processo di interruzione di alimentazione dell’impianto in preparazione al collegamento con la Russia sarebbe estremamente pericoloso», ha avvertito Kotin. «Alla centrale di Zaporizhzhia siamo già molto vicini a questa prima fase di Fukushima-1, perché c’è solo una linea. Non appena viene spenta, la stazione passerà al diesel, dopodiché tutto dipenderà dall’affidabilità del loro lavoro e dalla sufficienza del carburante disponibile per i motori diesel presso l’impianto».


Lo scioglimento dei materiali nucleari

«Questa è una situazione pericolosa, perché si potrebbe avere un disastro per lo scioglimento dei materiali nucleari», ha sostenuto Kotin. «Se non c’è connessione alla rete, non è possibile fornire elettricità dall’esterno, quindi si avviano i generatori diesel. Ma tutto dipenderà dall’affidabilità di quei generatori», ha detto, confrontando le potenziali ricadute con il disastro di Fukishima in Giappone. «Se la situazione peggiora, dobbiamo pensare alla nostra popolazione nello stabilimento. Stiamo pianificando come, in condizioni di guerra, potremo evacuare il personale. Da lì potrebbe verificarsi un grande rilascio di radioattività. Potrebbe esserci una nuvola radioattiva», ha concluso.

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