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Covid, in calo Rt e incidenza. Ancora due regioni a rischio moderato, 7 con un’allerta di resilienza – Il monitoraggio Iss

In calo l’occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive

In calo ancora l’indice di contagio e l’incidenza. Due regioni sono a rischio moderato, anche se sette riportano almeno un’allerta di resilienza. Questo dice il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sulla pandemia di Coronavirus in Italia. Secondo i numeri della bozza l’incidenza settimanale a livello nazionale è pari a 365 casi ogni 100 mila abitanti rispetto a 533 casi ogni 100 mila abitanti della scorsa settimana. In calo anche l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici che, nel periodo 20 luglio – 2 agosto 2022, è stato pari a 0,81 (range 0,78-0,85), in diminuzione rispetto alla settimana precedente quando era pari a 0,90.


L’occupazione delle terapie intensive

Continua anche la riduzione del tasso di occupazione in terapia intensiva dei malati di Covid: scende al 3,2% rispetto al 3,6% di sette giorni fa. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 13% rispetto al 15,2% del 4 agosto, finendo così sotto la soglia di allerta fissata al 15%. Nel report si indica che ci sono due regioni a rischio moderato. Tutte le altre sono a rischio basso. «Due Regioni e province autonome sono classificate a rischio moderato, mentre le restanti 19 Regioni e province autonome sono classificate a rischio basso», si legge nella bozza. «Sette Regioni riportano almeno una allerta di resilienza. Due Regioni riportano molteplici allerte di resilienza», precisa il report.


La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è invece stabile rispetto alla settimana precedente (13% contro 12%). Stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44% contro 44%). In lieve diminuzione la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (43% contro 44%). L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza, dice il report, «non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento».

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