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Letta e il presidenzialismo: «Idea di Almirante, non di Berlusconi o Fdi». E annuncia la campagna elettorale in bus elettrico

Il segretario Pd: vogliamo dare uno stipendio in più a tutti

Il presidenzialismo è un’idea di Almirante e non di Fdi o Berlusconi. E la destra fa promesse irrealizzabili. Mentre il Partito Democratico punterà sui temi dell’ambiente. Questa la sintesi della relazione del segretario Enrico Letta alla direzione del Partito Democratico. Dove ha annunciato che sono «tre i grandi temi in cui crediamo profondamente. Vogliono far tornare indietro l’Italia e non lo permetteremo. C’è il grande tema dell’Ue, la democrazia e partecipazione che per noi è elemento chiave». Letta ha parlato poi dello «sviluppo sostenibile, con l’idea che se l’Italia scommette su questo futuro può fare una scommessa» anche sulla «crescita e sui posti di lavoro. Siamo, gli unici tra i grandi partiti che parlano di questo, votando coerentemente sia a livello nazionale, sia a livello Ue».


Uno stipendio in più

Il segretario Pd ha parlato delle «inondazioni che stanno mettendo in ginocchio alcuni dei nostri comuni. C’è un ambiente che ha perso la bussola. La nostra campagna elettorale sarà scandita dalle tappe del nostro bus elettrico. Noi siamo impegnati in missioni impossibili e faremo anche questo». E ha ricordato che «nel congresso di Napoli del Msi si proponeva il presidenzialismo come viene proposto oggi da FdI e da Berlusconi». E ha sostenuto che «siamo di fronte a una scelta storica, ancora più evidente dopo i fatti di ieri (ovvero l’uscita del Cav sulle dimissioni di Mattarella, ndr). O si sta dalla parte della difesa o dello stravolgimento della nostra Costituzione». Sul lavoro «la nostra proposta è una mensilità in più alla fine dell’anno, grazie a una riduzione shock delle tasse sul lavoro. I miliardari come Berlusconi potranno avere solo vantaggi dalla flat tax, ma gli altri pagheranno per dare meno tasse ai più ricchi». Infine, Letta si è detto «profondamente sconvolto dalla brutale aggressione a Salman Rushdie. Prego per una sana guarigione del coraggioso scrittore. L’odio non vincerà mai». All’inizio della Direzione sono arrivati anche gli applausi per Mattarella.


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