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Usa, uomo armato di fucile tenta di entrare in un ufficio dell’Fbi. Voleva vendicare le perquisizioni nella villa di Trump

L’attentatore si chiamava Ricky Shiffer. È stato ucciso dagli agenti dopo una breve fuga

Si chiama Ricky Shiffer il «sospetto terrorista interno» che, armato di fucile AR-15, avrebbe tentato di entrare nell’ufficio di Cincinnati dell’Fbi prima di essere ucciso dalla polizia. Gli agenti ora stanno indagando per avere più informazioni su quest’uomo a cui le forze dell’ordine hanno sparato dopo una breve fuga. Come affermato dal Washington Post, Shiffer era un veterano di guerra che ha combattuto in Iraq per la Marina dal giugno 1998 a quello del 2003. Inoltre, avrebbe trascorso altri tre anni nella National Guard della Floria tra maggio 2008 e quello del 2011. Nello stesso anno, venne congedato con onore dal Dipartimento della Difesa. Come riportato da un portavoce della Ohio State Highway Patrol, aveva sollevato una pistola contro gli agenti. Dalle prime indagini eseguite sui suoi profili social, pare che avesse postato messaggi d’odio contro l’Agenzia dopo la perquisizione nella dimora a Mar-a-Lago di Donald Trump.


Come riporta Abc news, in uno di questi messaggi Shiffer avrebbe invocato a una «guerra» contro l’Fbi parlando anche di uccidere «a vista» gli agenti. Inoltre, dalle foto che ha condiviso sembra che fosse presente anche all’attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Ora post e messaggi sono stati eliminati. La ricerca senza precedenti nella residenza di Trump in Florida avrebbe scatenato un’ondata di messaggi e minacce che alludevano a potenziali attacchi violenti. Shiffer, quindi, non era l’unico a postare in particolare su Twitter e TruthSocial riguardo a una fantomatica guerra. La Trump Media & Technology Group, società che ha fondato TruthSocial, non avrebbe risposto alle domande della Abc.


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