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Usa, ucciso l’uomo armato che ha tentato di entrare negli uffici dell’Fbi in Ohio. Era un sostenitore di Trump

L’uomo si è dato alla fuga quanto è scattato l’allarme. Da giorni l’Fbi è nel mirino dei trumpiani a causa della perquisizione della villa in Florida dell’ex presidente Usa

Un uomo armato ha cercato di entrare nella sede dell’Fbi a Cincinnati, in Ohio. Poi Ricky Shiffer è stato ucciso. Lo ha detto il tenente della polizia di stato Nathan Dennis. Gli agenti, ha aggiunto, hanno tentato di trattare con Shiffer, che era armato di una pistola lancia-chiodi e di un fucile da guerra tipo Ar-15, e indossava un giubbotto antiproiettili. Lo riportano i media americani, che citano la stessa agenzia di sicurezza: «Alle 9 del mattino un individuo armato ha cercato di entrare nell’edificio dell’Fbi. Dopo che è scattato l’allarme e gli agenti speciali sono stati attivati, l’uomo è scappato verso nord», aveva affermato l’ufficio dell’Fbi di Cincinnati. Shiffer era un sostenitore di Donald Trump. Un video sul suo profilo Facebook che risale al 5 gennaio 2021 lo ritrae mentre ascolta un comizio dell’ex presidente a Washington il giorno prima dell’assalto a Capitol Hill.


L’episodio arriva in una settimana di riflettori puntati per l’Fbi. Proprio ieri 10 agosto, il direttore dell’agenzia, Christopher Wray, si era detto preoccupato per le numerose minacce ricevute dai sostenitori di Donald Trump, indignati per la perquisizione della villa in Florida dell’ex presidente, compiuta dai federali l’8 agosto e interpretata dal tycoon e i suoi simpatizzanti come un atto persecutorio. Sono giorni che Wray, il segretario della Giustizia Merrick Garland e gli agenti coinvolti nel blitz sono bersagliati sui social dalle minacce, in alcuni casi di morte, dei sostenitori di Trump, a cui si aggiungono le critiche dei repubblicani, che protestano al grido di «Defund the Fbi!» (tagliate i fondi all’Fbi, ndr).


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