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Da «Taco» a «Nacho», cosa significa il nuovo soprannome che fa infuriare Trump e perché c’entra lo stretto di Hormuz

01 Maggio 2026 - 17:24 Cecilia Dardana
trump taco nacho
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Dopo le accuse di «tirarsi indietro» sulle tariffe, ora gli investitori sbeffeggiano il tycoon per la crisi militare in Medio Oriente

Non c’è pace per Donald Trump quando l’ironia arriva dai palazzi del potere finanziario di New York. Se per mesi il Presidente ha dovuto convivere con l’etichetta di «Taco», ora Wall Street ha coniato un nuovo acronimo che sta mandando su tutte le furie lo staff della Casa Bianca: «Nacho». E sebbene il nome possa trarre in inganno, non si tratta di un omaggio alla cucina messicana, ma di un duro giudizio sulle capacità del tycoon di sbloccare la crisi militare in Medio Oriente.

Dall’ironia sui dazi allo stallo militare

Per capire l’origine di questo nuovo sberleffo bisogna tornare a un anno fa, quando l’opinionista del Financial Times Robert Armstrong coniò il termine «Taco». L’acronimo stava per «Trump Always Chickens Out» (Trump si tira sempre indietro) e descriveva la strategia di quegli investitori che compravano azioni durante i cali di mercato causati dalle minacce di dazi, certi che il tycoon avrebbe poi fatto marcia indietro. Una previsione che si era rivelata corretta in diverse occasioni, alimentando l’idea di un presidente inconcludente sul piano commerciale. Oggi, però, lo scenario è cambiato e l’attenzione si è spostata dalla guerra dei dazi alla guerra contro l’Iran.

Cosa significa «Nacho»

Il nuovo soprannome è diventato virale nelle ultime ore dopo essere stato lanciato su X da Javier Blas, firma di Bloomberg. Un trader avrebbe spiegato che l’epoca del «Taco» è finita per lasciare spazio a quella del «Nacho». In questo caso, le lettere stanno per «Not a Chance Hormuz Open» (Nessuna possibilità che Hormuz riapra). Il riferimento è allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le petroliere di tutto il mondo, rimasto bloccato nonostante due mesi di operazioni belliche. Nonostante gli annunci trionfali della Casa Bianca su un’imminente riapertura del passaggio marittimo, lo stallo continua e lo stesso Trump, lo scorso 29 aprile, ha ammesso di essere pronto a proseguire il blocco navale dei porti iraniani per mesi.

April 29, 2026

L’ira della Casa Bianca

Come già accaduto in passato, la reazione dell’amministrazione Trump non si è fatta attendere ed è stata piccata. Il portavoce Kush Desai ha cercato di ridimensionare il peso dei commenti provenienti dai mercati con una replica sarcastica: «Sono gli stessi geni convinti che il presidente Trump non sarebbe mai riuscito a far abbassare il prezzo dei farmaci o rinegoziare accordi commerciali fallimentari?».

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