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Iran, lo Stretto di Hormuz diventa “Stretto di Trump”. Petrolio a 126 dollari – La diretta

30 Aprile 2026 - 10:45 Alba Romano
guerra usa israele iran 30 aprile
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Il tycoon continua a provocare Teheran sui social media. Intanto secondo la Cnn la guerra sta costando 40-50 miliardi di dollari. E l'esercito vuole schierare i missili ipersonici

Nel 62esimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a provocare Teheran sui social media: oggi su Truth ha postato una mappa dello Stretto di Hormuz ribattezzato come Stretto di Trump. Intanto il prezzo del petrolio tocca i 126 dollari e Teheran fa sapere che il blocco penalizza gli altri paesi. Secondo una stima della Cnn il conflitto sta costando agli Usa tra i 40 e i 50 miliardi di dollari e gli Stati Uniti valutano anche la riduzione dei militari in Germania dopo le polemiche tra il tycoon e Merz. Trump riceve oggi il Centcom per esplorare le nuove opzioni tattiche per la guerra: gli Usa pensano di schierare i missili ipersonici.

30 Aprile 2026 - 10:00

Lo stretto di Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripostato sul suo profilo Truth una mappa dello Stretto di Hormuz in cui il braccio di mare conteso è ribattezzato ‘Stretto di Trump’. Nell’immagine si vedono inoltre delle petroliere con la bandiera a stelle e strisce che transitano agevolmente nello stretto.

30 Aprile 2026 - 09:00

Francia, la guerra ferma il Pil

La crescita dell’economia francese si è arrestata nel primo trimestre, segnato dallo scoppio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran e dalla crisi energetica. Secondo i dati dell’Insee – fra i primi a registrare ufficialmente l’impatto del conflitto in Europa – la Francia ha registrato una crescita zero su base trimestrale, dopo lo 0,2% dei tre mesi precedenti. Negativi negativi i consumi e gli investimenti, domanda interna stagnante e contributo del commercio estero in picchiata (-0,7%).

30 Aprile 2026 - 08:00

Petrolio, prezzi in rialzo

I prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici. I future sul greggio Wti avanzano a 109,2 dollari al barile (+2,21%), avvicinandosi ai livelli piu’ alti dal 2022 mentre quelli sul greggio Brent hanno superato i 113 dollari al barile, raggiungendo i livelli più alti dal 2022, in seguito alle notizie secondo cui l’esercito statunitense avrebbe informato il presidente Donald Trump su possibili azioni contro l’Iran, alimentando i timori di un’ulteriore escalation del conflitto.

Secondo quanto riferito, Trump avrebbe inoltre respinto la proposta di Teheran e ribadito che gli Stati Uniti manterranno il blocco navale fino al raggiungimento di un accordo sul nucleare, indebolendo ulteriormente le prospettive di una soluzione diplomatica. Le autorita’ iraniane hanno minacciato ritorsioni se il blocco dovesse continuare, accusando Trump di tentare di costringere Teheran alla sottomissione attraverso pressioni economiche e destabilizzazione interna.

Nel frattempo, i dati hanno mostrato un forte calo delle scorte di greggio e di carburante, mentre le esportazioni sono salite a livelli record superiori ai 6 milioni di barili al giorno, segnalando un inasprimento delle condizioni di offerta globale in un contesto di continue turbolenze geopolitiche.

30 Aprile 2026 - 07:00

Trump a Netanyahu: in Libano devi fare attacchi più precisi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari chirurgiche in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra: lo ha dichiarato lo stesso Trump ad Axios in un’intervista telefonica.
Trump ha parlato con Netanyahu ogni giorno questa settimana e, durante le loro conversazioni, Netanyahu ha detto a Trump che dovrà intensificare la risposta israeliana agli attacchi di Hezbollah, secondo quanto riferito da funzionari israeliani.

«Ho detto a Netanyahu che deve agire in modo più mirato. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele», ha dichiarato Trump ad Axios. Trump ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa “rinascere”.
«L’Iran ha rovinato il Libano. Il loro alleato (Hezbollah) ha rovinato il Libano. Quando l’Iran verrà eliminato, Hezbollah verrà automaticamente eliminato», ha affermato Trump.

Trump inoltre ha rinnovato la sua campagna di pressione sul presidente israeliano Isaac Herzog affinché conceda la grazia al primo ministro dichiarando che Herzog potrebbe diventare un «eroe nazionale». Sarebbe stato Trump a sollevare la questione della grazia durante la telefonata con Axios. «Mi piace, Herzog», ha detto Trump. «Diventerà un eroe nazionale se concederà la grazia a Bibi. Lo apprezzerei moltissimo». Secondo il tycoon il processo a Netanyahu «fa fare brutta figura a Israele» e ha liquidato le accuse come «chiacchiere da salotto». «Bibi è un primo ministro in tempo di guerra. Non può avere questa storia che gli pende sulla testa», ha detto Trump.

30 Aprile 2026 - 06:00

Trump riceve oggi le nuove opzioni militari contro l'Iran

Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricevere oggi un briefing sui nuovi piani di potenziale azione militare contro l’Iran dai comandanti, a partire dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, a conferma che il tycoon ha in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale e sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Tra le ipotesi, riferisce Axios in base a più fonti, la conquista di parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale, un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano altamente arricchito e attacchi brevi e potenti.

30 Aprile 2026 - 05:00

Consigliere di Khamenei: il blocco fallirà

Un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che il blocco statunitense dei porti iraniani ‘fallirà’, avvertendo che Teheran potrebbe optare per lo scontro se dovesse persistere. Lo scrive l’agenzia turca Anadolu.

In dichiarazioni trasmesse stamattina dalla televisione di stato, Mohsen Rezaei ha affermato che l’Iran dispone di molteplici modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo. Ha aggiunto che, se il blocco dovesse continuare, l’Iran potrebbe ricorrere allo scontro per romperlo.

Rezaei ha anche delineato possibili scenari in caso di un’altra guerra, affermando che probabilmente si concentrerebbe sulle aree costiere meridionali, estendendosi verso Isfahan, con alcune attività anche nella parte occidentale del paese. Ha avvertito che un simile conflitto potrebbe includere bombardamenti e assassinii a Teheran.

30 Aprile 2026 - 04:00

Gli Usa vogliono schierare i missili ipersonici in Iran

Gli Stati Uniti intendono schierare in Medio Oriente il loro sistema missilistico ipersonico, potenzialmente utilizzabile contro l’Iran. Questa operazione segnerebbe il primo impiego operativo di tale arma. È quanto scrive Bloomberg, ripresa dalle testate mediorientali.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Usc) ha richiesto il trasferimento nella regione del sistema ‘Dark Eagle’, il cui sviluppo è stato a lungo ritardato, con l’obiettivo di dotare le forze statunitensi della capacità di colpire i lanciatori di missili balistici in profondità nel territorio iraniano.

Se approvato, si tratterebbe del primo impiego operativo di un sistema d’arma ipersonico da parte degli Stati Uniti, un’arma che ha subito anni di ritardi e non è ancora stata dichiarata pienamente operativa, nonostante Russia e Cina abbiano già schierato le proprie versioni.

30 Aprile 2026 - 03:00

Cnn: la guerra in Iran costa 40-50 miliardi

La stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino a oggi è una cifra al ribasso che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione. È quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti.

Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto dei costi di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte. Gli attacchi iraniani nel Golfo, nei primi giorni della guerra, hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari statunitensi in sole 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla Cnn.

Diversi sistemi radar e altre apparecchiature critiche statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati distrutti dagli attacchi iraniani, tra cui il sistema radar di una batteria missilistica Thaad americana in Giordania e gli edifici che ospitano sistemi radar simili in due località degli Emirati Arabi Uniti. Un aereo E-3 Sentry dell’aeronautica statunitense è stato inoltre distrutto in un attacco iraniano contro una base aerea in Arabia Saudita.

Il funzionario del Pentagono che attualmente ricopre la carica di responsabile finanziario dell’agenzia, ha dichiarato ieri alla Commissione per le Forze Armate della Camera che la maggior parte dei 25 miliardi di dollari di spesa da lui citati è stata destinata alle munizioni, e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si è rifiutato di specificare se tale cifra includesse anche la riparazione dei danni alle basi statunitensi.

30 Aprile 2026 - 02:00

Ghalibaf: con il blocco Usa nessun pozzo è a fuoco ma il prezzo sale

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf afferma che le misure statunitensi per bloccare le vendite di petrolio iraniano non hanno ancora portato al riempimento dei serbatoi e hanno semplicemente causato un aumento dei prezzi del petrolio. «Dopo tre giorni, nessun pozzo è esploso», ha scritto Ghalibaf in un post su X. «Potremmo estendere il blocco a 30 giorni e trasmettere in diretta il pozzo qui».

Il presidente del Parlamento iraniano ha aggiunto che i membri dell’amministrazione statunitense, incluso il Segretario del Tesoro Scott Bessent, che aveva affermato che il blocco avrebbe esercitato pressione sull’Iran, stanno agendo sulla base di consigli infondati. «Sostengono la teoria del blocco e hanno fatto schizzare il prezzo del petrolio a oltre 120 dollari. Prossimo obiettivo: 140. Il problema non è la teoria, ma la mentalità».

30 Aprile 2026 - 01:00

Gli Usa valutano la riduzione dei militari in Germania per l'Iran

Gli Stati Uniti «stanno studiando e valutando la riduzione del numero delle proprie truppe in Germania, con una decisione in merito che sarà presa nel corso del prossimo breve periodo». Lo scrive il presidente Donald Trump sul suo social Trunth, dando conto dell’ultimo sviluppo della disputa nata con il cancelliere tedesco Friedrich Merz in merito alla guerra in Iran.

La ritorsione minacciata da Trump è maturata a pochi giorni di distanza dalle critiche mosse da Merz alla strategia della Casa Bianca nel conflitto con l’Iran, secondo cui gli Stati Uniti stanno «subendo un’umiliazione da parte» di Teheran. Attualmente, gli Usa hanno circa 35.000 soldati di stanza in Germania, quasi la metà del loro contingente complessivo di circa 80.000 unità in tutta Europa.

Il post del tycoon è maturato, tra l’altro, poche ore dopo che il Dipartimento di Stato ha dato conto di un colloquio telefonico tra il segretario Marco Rubio e il suo omologo tedesco Johann Wadephul. Nell’occasione, i due, secondo una nota della diplomazia americana, hanno parlato della «situazione in corso con l’Iran» e hanno discusso «del quadro di sicurezza nella regione, sottolineando l’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».